Mozzarella Silana

Mozzarella Silana

L’Altopiano della Sila conserva ancora oggi antiche tradizioni gastronomiche e prodotti tipici tra i più rinomati ed apprezzati della Calabria.

Oltre al famoso Caciocavallo Silano, un altro prodotto caseario tipico è la Mozzarella Silana.

La Mozzarella Silana è prodotta sul versante orientale dell’altopiano della Sila, tra le aree ricadenti nelle province di Cosenza e Catanzaro, in una zona delimitata tra i monti della Sila Greca e quelli della Sila Piccola.

La Mozzarella Silana è un prodotto che viene fatto in quantità limitata e su richiesta, solo durante il periodo estivo.

Per la sua produzione, rigorosamente ottenuta con metodi artigianali, viene prevalentemente utilizzato latte di vacca intero, di bovini della razza Podolica, che garantisce un elevato standard organolettico in virtù di una più elevata percentuale di grasso.

Durante la transumanza delle mandrie dalle aride praterie della costa ionica verso i rilievi montuosi più freschi e abbondanti, parte la sua produzione.
La Mozzarella Silana ha una forma sferoidale di diametro che varia dai 10 ai 14 cm, con un altezza che non supera mai i 5 cm e un peso che oscilla tra i 400 e 500 grammi per pezzo.
La crosta è inesistente e la pasta è elastica, uniforme, sfogliabile, di colore bianco latteo.

La tecnica di produzione artigianale, prevede la coagulazione del latte ad una temperatura di 35 – 38 gradi ed una sosta di circa 40 minuti in modo tale che il coagulo si rassodi. In seguito la cagliata viene frantumata con il rotulo o misculu in grani delle dimensioni di un chiccho di riso e la massa ottenuta viene trasferita in recipienti di legno, dove viene lasciata maturare per 2 o 3 giorni per poi essere immersa in acqua tiepida per qualche ora. Dopo di che, si effettua la filatura in acqua calda a circa 80 gradi per 15 minuti e la formatura manuale per mezzo della quale la massa viene divisa in pezzi di forma sferoidale posti in salamoia per qualche minuto e poi trasferiti negli steli di giunco.

La Mozzarella Silana viene consumata al naturale come formaggio da tavola.

Per informazioni:
Caseificio Paese
Camigliatello Silano (CS)
Tel. 0984 579930
http://www.caseificiopaese.it
info@caseificiopaese.it

Cleto – Cosenza

Cleto è un piccolo comune in provincia di Cosenza, situato sulle colline di fronte alle Isole Eolie, al fiume Savuto e alla presila cosentina.
In dialetto locale è chiamato Petramala.

Il comune ha origini molto antiche, risalenti al X secolo a.C.
Durante la guerra di Troia, la regina delle amazzoni Pentasilea, rimase uccisa durante la battaglia con Achille. Cleta, la sua nutrice, decise di partire in nave per darle degna ed onorata sepoltura. Quando Cleta giunse sulle coste calabresi, decise di non procedere oltre: si fermò e fondò la città di Cleto.

Cleto ebbe una notevole crescita di popolazione e di forze, tanto che nell’anno 16 a.C. entrò in guerra con Crotone, guerra da cui uscì distrutta.

Durante il periodo di denominazione normanna, Cleto mutò il suo nome in Pietramala, nome che rimase tale fino al 1862.
Sul nome Pietramala sono state fatte diverse congetture. C’è chi pensa che si riferisca alla famiglia feudataria dell’epoca, altri sostengono che si riferisca alla posizione del comune e che significhi “pietra dura”. Vi è anche chi racconta che un vescovo si ruppe una gamba a Cleto e volle chiamare il paese Pietramala.

Sia durante il periodo Angioino, che durante il periodo Aragonese, Pietramala faceva parte del casale dello Stato di Ajello e costituiva una fortificazione isolata a difesa del borgo sottostante.
Durante il corso dei secoli, Cleto ha visto il susseguirsi di diverse famiglie di feudatari.
Nel 1555 Pietramala fu conquistata dai Turchi, nel 1569 passò a Paolo Cavalcante, nobile di Amantea e nel 1577 fu venduta all’asta a Scipione Cavallo, Patrizio di Amantea.

Al centro storico si accede mediante quattro porte: Porta Pirillo (così chiamata perché la piazzetta antistante aveva la forma di una pera) a sud, Porta Forgia (antistante ad una piazzetta dove i “forgiari” lavoravano il ferro per costruire le armi ) ad ovest, Porta Cafarone (chiamata così dal nome della persona addetta alla sorveglianza) ad est e Porta Timpone (perché vicino ad un dirupo dal quale era impossibile avventurarsi ) a nord-ovest.
Alla sera le porte venivano chiuse e sorvegliate e il paese si isolava dal resto del territorio.

Cleto offre agli occhi del visitatore una vallata ampia e la vista del paese arroccato sulle pendici del monte Sant’Angelo a pochi kilometri dallo splendido mare calabrese.
Case antiche, vicoli che si incrociano con altri vicoli, affreschi chiese e campanili, Il vecchio frantoio e la quiete di una vita che scorre lenta.
I punti di interesse di Cleto sono diversi.

Il Castello di Cleto, le cui origini sono fatte risalire ai Normanni che si stabilirono sulle pendici del monte Sant’Angelo e in cima al monte costruirono il castello.
Attualmente sono ancora visibili e in perfette condizioni le due torri.

La Chiesa della Consolazione fu eretta nel 1600 e restaurata nell’Ottocento. Ha un campanile in stile Bizantino, affreschi ottocenteschi e pavimento in mosaico.

La Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, risale al 1500 e si notano diversi interventi quali il tamponamento da alcune finestre originali in pietra, la trasformazione delle esistenti e uso di materiali moderni. Internamente si possono ammirare una serie d’elaborati stucchi che ricoprono tutte le navate, realizzati da anonimi maestri artigiani.

La Chiesa del Santissimo Rosario, detta anche Chiesa Castellense, è ubicata in cima al centro storico, alla porte del castello.

Il Castello di Savuto è situato nella vicina frazione di Savuto. Si conosce ben poco sia riguardo ai castellani che si susseguirono al potere, sia riguardo ai rimaneggiamenti che subì nel corso dei secoli. Del castello oggi esistono solo i ruderi dei muri perimetrali ed il portale risalente al Rinascimento. Su uno di questi ruderi si nota un’iscrizione dedicata a Eliodora Sabbasia, risalente al XVI secolo, mentre adiacente al castello si riscontrano i ruderi dell’oratorio medioevale.

L’area di Cece, località Pantano, è di eccezionale rilevanza archeologica. In essa recenti scavi hanno portato alla luce una tomba a grotticella intatta e risalente al XIV secolo a.C. Da vedere la Fontana Cece.

Sono anche presenti a Cleto dei percorsi naturalistici, compresi nella zona panoramica del monte Sant’Angelo, la zona ove si trova il Castello.
Particolarmente suggestivo è il percorso nel Vallone San Giovanni, ricco di acqua, cascatelle e di scorci sul Castello di Cleto.

Dal 2005 ogni estate si svolge l’evento Cletarte, con mostre d’arte moderna a tema, che vedono la partecipazione di artisti di varia provenienza.

Dall’agosto 2011, vi è un altro evento di notevole importanza per Cleto: il Cleto Festival, rassegna culturale articolata su tre giorni di concerti, mostre e convegni, che ha riscosso un grande successo popolare.

Per informazioni
Comune di Cleto (CS)
Via Palmenta 2
Tel. 0982 44051/44710

Dove si trova e come arrivare

Indicazioni stradali

La tua posizione:

 

Parco Nazionale della Sila

Il Parco nazionale della Sila è un parco nazionale calabrese, istituito nel 2002 con un iter politico iniziato addirittura nel 1923.
Sito nel cuore della Sila si estende per 73.695 ettari ed è il terzo parco per ordine cronologico ad essere stato fondato in Calabria.

La sede del parco si trova a Lorica (CS), mentre il perimetro coinvolge territorialmente tre province calabresi: la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Cosenza e la Provincia di Crotone.

Al suo interno il Parco nazionale della Sila custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità. Il simbolo del Parco è il lupo.

All’interno del Parco vi si trovano 3 dei 6 bacini artificiali presenti sull’altopiano silano e la sua superficie boschiva è molto ampia, circa l’80% della superficie totale, tanto che è il parco con la maggiore percentuale di superficie boscata fra i Parchi nazionali italiani.
Ampie vallate si aprono lungo le dorsali del Parco dove si pratica la pastorizia e l’agricoltura legata soprattutto alla coltivazione della patata della Sila I.G.P..

Il perimetro del Parco abbraccia perimetralmente tutte e tre le regioni silane: la Sila Greca, la Sila Grande e la Sila Piccola.

  • La fascia della Sila Greca, che è l’area più a nord, risulta la meno coinvolta. Il Parco abbraccia il comprensorio del Monte Paleparto, del Monte Altare e del Monte Sordillo. L’area geografica termina con il lago Cecita e il pianoro di Campo San Lorenzo, che non rientrano nei confini del parco della Sila.
  • La fascia centrale è quella della Sila Grande, la più estesa e che comprende le maggiori cime di tutto il Parco, oltreché tutti i principali bacini idrici. Le principali vette raggiungono quasi i 2000 metri di altezza e i bacini idrici appartenenti a quest’area del Parco sono il lago Ampollino, il lago Arvo e il lago Ariamacina.
    Compare erroneamente su alcune cartine geografiche anche l’ormai ex Lago Votturino, svuotato tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta.
  • La fascia della Sila Piccola inizia dal lago Ampollino fino a giungere presso i villaggi turistici della provincia di Catanzaro. Fanno parte del Parco la fascia del Monte Scorciavuoi con le cime del Timpone della Guardiola e del Timpone della Monaca, separato tramite la Valle del Tacina con la fascia del Monte Gariglione, con le cime del Petto di Mandra, del Cozzo del telegrafo e del Timpone Morello. Questa fascia è separata tramite il Vallone del Soleo dall’ultima fascia della Sila Piccola e del Parco, quella del Monte Femminamorta. Numerose sono le vallate fra le quali la principale è la Valle del Savuto, solcata dall’unico grande fiume silano che sfocia nel mar Tirreno.

Nel 2004 hanno avuto inizio le indagini della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria che hanno messo in luce un vasto insediamento preistorico, nei pressi del lago Cecita, databile tra la fine del Neolitico (3800 a.C.) e l’inizio dell’Eneolitico (3300 a.C.).

I Centri storici che ricadono interamente nel perimetro del Parco Nazionale della Sila sono tre: Longobucco, Magisano, e Zagarise.
Fra i centri storici più rilevanti di carattere storico ed artistico è da menzionare certamente Taverna, con il museo del Mattia Preti e le chiese di San Domenico (XVII sec.) e Santa Barbara.
Altro centro storico di rilievo e ricco di arte e di storia è quello di Rossano, che ospita l’antica Chiesa di San Marco, la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, l’Abbazia di Santa Maria del Patire del XII secolo e numerosi palazzi nobiliari.
San Giovanni in Fiore è il centro principale della Sila, e possiede uno dei centri storici più estesi della Calabria, ricco di chiese come la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XVI sec.), la Chiesa di Santa Maria della Sanità (XVII sec), il Convento dei Padri Cappuccini (XVII sec.) e soprattutto l’antica Abbazia Florense del XII secolo.
Spezzano della Sila presenta numerose chiese tra le quali San Pietro, San Biagio (XV sec.), il Convento Francescano.
Degno di nota anche il santuario della Santa Spina di Petilia Policastro del XVIII secolo.

All’interno del Parco nazionale della Sila sono presenti alcune fra le più importanti Riserve Naturali della regione Calabria:

  • Riserva naturale I Giganti della Sila, in località Fallistro. È la più rinomata fra le riserve naturali presenti, comprende 56 alberi di notevoli dimensioni ed età: 50 alberi sono di Pino Laricio, vi sono anche 5 piante di Acero montano della stessa età, oltre che faggete e castagni di varie dimensioni che ben rappresentano come doveva essere la Sila prima della sua antropizzazione.
  • Riserva naturale Golia Corvo, area di diffusione e ambientamento dei cervi, utilizzata per la riproduzione del cervo che si era estinto ad inizio secolo scorso.
  • Riserva naturale Gallopane, una preziosa riserva che custodisce recinti faunistici dove vengono “ospitati” esemplari di capriolo, cervo, daino, lupo e muflone, a scopo di tutela di questi esemplari. Vi si trovano inoltre un orto botanico ed un Giardino ecologico molto ricco di esemplari floreali.
  • Riserva naturale Tasso Camigliatello Silano, una riserva finalizzata alla conservazione del patrimonio genetico della foresta silana.
  • Riserva naturale Poverella Villaggio Mancuso, all’interno del quale è stato realizzato il “Museo Verde” dove praticare attività didattica di educazione ambientale, la riserva è dotata di sentieri facilmente percorribili ove vengono illustrate tramite tabelle, la presenza floreale e faunistica della Sila Piccola.
  • Riserva naturale Coturelle Piccione, in Sila Piccola, è una riserva che custodisce una ricca comunità faunistica soprattutto avicola.
  • Riserva naturale Gariglione – Pisarello, in Sila Piccola, è caratterizzata dalla presenza di grandi boschi. Nella riserva si trova un abete dalla dimensioni colossali, ritenuto il più grande abete d’Italia, soprannominato “Prometeo”: 35 m di altezza ed un tronco con circonferenza di 10,20 m.
  • Riserva naturale Macchia della Giumenta – S.Salvatore, tra la Sila Grande e quella Greca, è una riserva dove vegetano numerose ed importanti soggetti vegetali e dove nidificano numerosi uccelli.
  • Riserva naturale Trenta Coste, in Sila Greca, è una riserva che conserva ben 245 ettari di fustaia pura di Pinus nigra laricio, oltre che boschi misti di Castagni, Abeti bianchi, Cerri e Faggi.

 

Per informazioni:
Sede: Via Nazionale, Lorica – San Giovanni in Fiore (CS)
Sito web: http://www.parcosila.it
E-mail: info@parcosila.it

L’area delle Valli Cupe: sito naturalistico tra i più affascinanti.

Ai piedi dell’altopiano silano, al centro di un contesto naturalistico, storico e culturale ricchissimo, si trovano le Valli Cupe, che possono essere considerate tra i più affascinanti e suggestivi siti naturalistici della Pre-Sila catanzarese e dell’intera Regione Calabria.
Il visitatore viene incantato dalla natura selvaggia dei canyon e delle gole montane, dal fascino delle cascate e dei ruscelli che scorrono con le loro acque limpidissime, dalla ricchezza e varietà della flora e della fauna, dal mistero delle antiche leggende legate ai borghi e ai paesi delle zone che circondano l’area.

In origine le “Valli Cupe” indicavano unicamente il canyon omonimo, mentre oggi tendono a identificare un’area più vasta.
Nei dintorni di Sersale e degli altri centri montani limitrofi (Albi, Cerva, Cropani, Magisano, Petronà, Soveria Simeri, Taverna, Zagarise), si ergono meravigliosi e incomparabili monumenti geologici: i canyon delle Valli Cupe, di Barbaro, delle Timpe Rosse, dell’Inferno, di Melissaro e di Razzone, e le gole del Crocchio, che rappresentano dei veri e propri gioielli naturalistici.

Il canyon, unico in Italia per le sue caratteristiche, è ricco di specie vegetali eccezionali. Tra queste spicca la presenza della rarissima Felce bulbifera, vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa.
Altrettanto ricca è la fauna, rappresentata da specie anche molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale e comune, il gheppio, il corvo imperiale, l’avvoltoio egiziano.

Il territorio delle Valli Cupe e del Monte Raga situato nella fascia mediterranea ionica tra 300  e 500 metri sul livello del mare nel Comune di Sersale,  dista 3-4 km dal Comune di Cropani e  4-5 Km dal centro del Comune in cui si trova. Il Monte Raga fa parte geologicamente dell’affioramento granitico del Massiccio Silano, ed è ricoperto da associazioni vegetali caratteristiche della macchia mediterranea e della gariga come cisteto, lantisceto e lecceta. Questo monte delimitato da due fiumi, ovvero Uria a sud e Fegato a nord, confina a nord-est con le suggestive Valli Cupe.
Le Valli Cupe riservano all’escursionista paesaggi stupendi sia risalendo la fiumara Fegato che scendendo dal Monte Raga il quale, nonostante la sua rigogliosa vegetazione, permette di vederle dall’alto come delle pareti altissime di colore rossastro. Questi caratteristici crepacci, scavati nelle pareti composte di materiali sabbiosi, hanno origine naturale, ma sono stati dilatati e allungati dagli uccelli, tra cui rapaci, che scelgono questo posto indisturbato e tranquillo per la nidificazione. Risalendo la fiumara, le pareti nascondono fino ad una distanza di dieci metri dalla loro base, l’ingresso di un meraviglioso canyon.
Il Canyon, con le sue cascate e le pareti tortuose che tendono ad incontrarsi in alto, oscurano il cielo, creando un habitat ideale per le specie animali e vegetali protette e rare. La sorgente della fiumara che ha scavato il canyon, si trova a quattro ore di cammino dall’ingresso. Per gli amnti del trekking,  è un’ottima possibilità di risalita.

Imponenti e numerosi sono i monoliti, che si insinuano tra le pendici selvagge della selva calabrese, foresta del mediterraneo per antonomasia, e formano un piccolo universo sconosciuto e dal fascino irresistibile.

  • La Pietra del Ruvazzo (tradotto dal dialetto: “pettirosso”), è un vero eco-museo, un bene naturalistico che reca importanti testimonianze della storia umana. Presenta infatti alcune incisioni risalenti al 1600, legate alla storia del brigantaggio e numerosi riferimenti a una ricca memoria orale che meritano di essere appresi sul posto.
  • Di analogo rilievo geologico è il monolito noto con il nome di “Petra aggìallu”, alto circa 18 metri, situato alla confluenza di due torrenti dalle acque limpidissime.
    Un centinaio di spettacolari cascate alte fino 100 m e immerse in una cornice di vegetazione lussureggiante di tipo subtropicale, dove è possibile vivere l’esperienza unica di un bagno in acque limpide e incontaminate, alimentate da torrenti che scendono impetuosi attraverso le pendici montuose fino a raggiungere le acque cristalline del mar Ionio.
  • La Cascata Campanaro è situata in una delle zone più incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. Sul sentiero che conduce alla cascata è possibile incontrare 3 sorgenti, un vullu (una caratteristica pozza d’acqua corrente) e un vecchio ponte, costruito da abilissime maestranze locali e distrutto in parte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale: testimonianza suggestiva di opera perfettamente inserita nell’ambiente naturale.
    La cascata, alta circa 22 metri, è immersa in uno scenario paradisiaco, abbellito dal colore straordinario della roccia che fa da sfondo al salto dell’acqua e arricchito dalla presenza di piante rare, che fanno assomigliare questo luogo alla foresta equatoriale. In questo luogo è avvenuto un importante episodio di storia locale, ovvero l’arresto di una “mano” (cioè cinque) di pericolosissimi briganti.
  • Un grande valore naturalistico ha infine la Cascata delle Rupe, spettacolare salto d’acqua inciso in roccia granitica, arricchita dalla presenza di due felci tropicali rarissime: la Felcetta lanosa e la Pteride di Creta; e le Gole del Crocchio, nel tratto montano dell’antico fiume Arocha, dove è possibile ammirare la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico.

Antichi boschi di farnia, piante rare ed una ricca fauna, arricchiscono il quadro delle risorse ambientali del territorio.

Il Gigante Buono è un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, che è stato “adottato” dai bambini delle scuole elementari di Sersale.

I Giganti dei Melitani, sono dei veri e propri monumenti naturali: con i loro quasi 10 metri di circonferenza impressionano il visitatore per la loro mole imponente e per le vicende riguardanti la storia locale a cui sono legati.

Immersi in una natura rigogliosa e incontaminata, i centri abitati e i piccoli borghi che popolano l’area delle Valli Cupe sono ricchi di testimonianze storiche e culturali: Sersale, con la sua antica tradizione artigiana e le notevoli esposizioni artistiche; Zagarise, che conserva ancora una chiesa gotica, una torre normanna e numerosi affreschi di interesse artistico nella Chiesa del Rosario; Cerva, con i suoi palazzotti nobiliari, i murales e i musei della castagna e della ceramica, sono solo alcuni dei centri abitati del circondario.

Molto interessanti dal punto di vista storico-mitologico e culturale sono poi le rovine di antichi borghi, castelli e monasteri, tra cui borgo Marcaglione e il monastero Santi Tre Fanciulli, e i resti di una vera e propria città perduta, Barbaro, il cui ricordo è avvolto da un’aura di leggenda.

Turisti e visitatori hanno la possibilità di vivere al meglio il soggiorno presso i luoghi delle Valli Cupe grazie alle numerose attività che la Cooperativa Segreti Mediterranei organizza col supporto di associazioni che operano nel territorio: dalle visite guidate, alla balneazione fluviale nei luoghi delle cascate, dalle escursioni a dorso d’asino e a cavallo lungo i sentieri ai corsi specialistici per tutti gli appassionati.

Il periodo consigliato per la visita dei siti naturalistici è da metà febbraio a fine novembre.
Programmi speciali sono previsti per le scuole, che possono richiedere soggiorni anche di 2-3 giornate.

Costo per le visite: 3,00 € per l’ingresso ai siti naturalistici; gratuito l’ingresso alle botteghe.

Cooperativa Segreti Mediterranei
Sede legale: via Laco III trav 2/bis, Sersale (CZ)
Tel: 333/8342866 – 334/9174699
E-mail: info@vallicupe.it
Sito internet: http://www.vallicupe.it

 

Parco Avventura

In località Tirivolo del comune di Zagarise (CZ), a 1550 metri di altitudine, si trova il “Parco Avventura”, il più grande del Sud Italia.

Si tratta di un parco acrobatico di tre ettari e mezzo, immerso in uno splendido bosco di faggi, nel cuore della Sila Piccola, in uno degli scenari più suggestivi ed incontaminati e dove si respira aria pura.

Il Parco Avventura offre attrattive ed attività per tutti: scolaresche, famiglie, gruppi organizzati, aziende.

Nel parco è possibile praticare attività sportive a contatto con la natura, adatte a tutte le età: sono disponibili 10 percorsi acrobatici forestali, una parete di arrampicata sportiva di 6 metri e dispositivi di tree climbing, 15 mountain bike da noleggiare per effettuare escursioni nel Parco Nazionale della Sila. All’interno del Parco Avventura i dispositivi di protezione vengono forniti a chi vuole effettuare le attività.
Il parco è il punto di partenza e di passaggio della sentieristica nazionale (Sentiero Italia) che conduce ad alcune delle località più suggestive della Sila.

Il Parco Avventura dispone anche di 29 aree ristoro dislocate al suo interno con tavoli e panche a prenotazione obbligatoria e di barbecue.

L’ingresso al parco è gratuito: si pagano solo le attività che si sceglie di svolgere e i servizi di cui si usufruisce, il cui costo e la cui durata possono variare.

Le date di apertura del parco sono le seguenti:

Dal 25 aprile al 14 giugno: la domenica e i giorni festivi.
Dal 15 giugno al 15 settembre: tutti i giorni.
Dal 16 settembre al 1 novembre: la domenica e i giorni festivi.

 

Per info:

Parco Avventura – località Trivolo di Zagarise (CZ)

Tel: 0961 1916363 – 334 3363690 – email: info@ormenelparco.it

www.parcoavventuracalabria.it