Vini Calabresi: il Vino Savuto DOC

Vino Savuto Calabria

La Regione Calabria è una grande produttrice di vini.
Oggi vi presentiamo il Vino Savuto Doc, prodotto sul versante tirrenico della Calabria.

Decantato da Plinio e Strabone, amato dai patrizi romani ai cui banchetti non poteva mai mancare, il Savuto era anticamente conosciuto con il nome latino: “Sanutum”.

Nell’Ottocento, l’archeologo francese Francois Lenormant e il viaggiatore inglese Norman Douglas ne hanno segnalato ed esaltato le caratteristiche.
Nel 1933 il Vino Savuto è stato premiato alla prima Mostra Mercato dei vini tipici di Siena e nel 1946 Luigi Veronelli ne ha lodato le doti di vino generoso nella guida ai Vini d’Italia.
Mario Soldati, raccontando di un viaggio a Rogliano in Vino al Vino, afferma che “Il Savuto è il vino più celebrato della provincia di Cosenza, e sta a Cosenza come il Barolo sta a Cuneo”. Poche pagine dopo, descrive come il parroco di Rogliano consideri il vero Savuto solo il “britto”, che vuol dire bruciato: “Nessuno è Savuto, Savuto è solo il Britto”.
Questo vino ha ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata nel 1975.

Il Vino Savuto è prodotto nella bassa valle del fiume Savuto. La sua area di produzione interessa circa 20 comuni tra la provincia di Cosenza e quella di Catanzaro:
Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Marzi, Belsito, Grimaldi, Altilia, Aiello Calabro, Cleto, Serra Aiello, Pedivigliano, Malito, Amantea, Scigliano, Carpanzano; e Motta Santa Lucia, Martirano Vecchio, Martirano Lombardo, San Mango d’Aquino, Nocera Terinese e Confluenti.

Questa è una tra le zone di produzione più caratteristiche di tutta la Calabria, dal grande valore paesaggistico e culturale: la coltivazione della vite nell’area di produzione tipica del Savuto Doc si pratica su stretti terrazzi digradanti verso il fondo valle, ottenuti con muretti in blocchi di pietra. Per questo motivo a Rogliano, anticamente, il vino era chiamato “Succo di Pietra”.
Mentre la geologia dei terreni si conserva abbastanza omogenea, racchiusa tra i rilievi montuosi e cristallini della Sila, della Catena Costiera e del gruppo del Reventino; la situazione climatica è più variabile tra le zone collinari, più piovose e umide, e le zone a ridosso del mar Tirreno, dove il clima è più temperato.

Il vino Savuto Doc si produce nell’unica varietà di rosso con l’utilizzo di uva proveniente da vitigni locali come stabilisce il disciplinare di produzione. È previsto l’uso di Gaglioppo fino al 45%, Aglianico fino al 45%, Greco nero e Nerello cappuccio, da soli o congiuntamente, fino al 10%. Possono inoltre essere utilizzati altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Calabria fino ad un massimo del 45%. I sentori caratteristici evidenziano al naso note di frutta nera, susine, marasche con sentori speziati, di terriccio e di corteccia. La morbidezza del vino è ben compensata da una buona acidità. Interessante la persistenza che accompagna note speziate e terrose con ritorni di frutta matura.

La gradazione alcolica minima è 12°. Per ottenere la qualificazione Superiore del vino Savuto Doc sono necessari due anni di invecchiamento obbligatorio, che danno al vino una gradazione minima totale del 12,5%.
Questo vino, se bene invecchiato, è abbinato idealmente con della pasta condita con sughi saporiti, zuppe di legumi, arrosti di carne bianca e carni rosse alla griglia, capretto, salumi stagionati come la Soppressata e insaccati piccanti, piatti a base di uova e formaggi a pasta semidura, tra cui il tipico Caciocavallo Silano o il Pecorino Crotonese. Si consiglia di servirlo a temperatura ambiente.