Festa di San Leone a Saracena, i “Fucarazzi”

San Leone Saracena

A Saracena, in provincia di Cosenza, ogni anno tra il 19 e il 20 febbraio, si svolge la festa in onore del Santo patrono della città: San Leone.
Il Santo è festeggiato due volte l’anno a Saracena: il 20 febbraio, e ad agosto.

Per Saracena, la festa in onore di San Leone, rappresenta l’appuntamento più importante dell’anno.

La devozione nei confronti di San Leone a Saracena risale al 1224, come si evince dalla bolla del vescovo di Bisignano che consacrò la chiesa in onore del Santo.
Per molti anni, San Leone svolse il suo apostolato in Calabria, operando numerosi miracoli, liberando il paese dalla peste e dalle carestie e ottenendo per questo l’appellativo di “Taumaturgo”.

San Leone fu eletto nel 1630 tramite pubblica elezione universale, protettore della terra di Saracena.
Nel 1633, due frati cappuccini donarono alla Chiesa di San Leone di Saracena il terzo osso del pollice del Santo, che tutt’oggi è gelosamente custodito nel reliquario in argento.

I festeggiamenti in onore del Santo celebrati a febbraio, rappresentano la festa principale per Saracena.
La festa sorse in modo solenne con la vigilia del 19 febbraio, quando ebbero origine i primi mercati paesani, volendo vivere una festa particolare. A Saracena, i festeggiamenti iniziavano qualche settimana prima e lungo le mura del paese e nelle campagne si accampavano i forestieri che giungevano a Saracena per vendere il bestiame.
Nove giorni prima del 19 febbraio, iniziava la novena dedicata a San Leone e il giorno della vigilia anche i forestieri erano invitati ai festeggiamenti.

Particolarmente gioviale è la festa che si svolge ogni anno. La festa popolare è incentrata sui fuochi e sulla festa corale che rappresenta un momento di gioia collettiva della comunità, la festa patronale coinvolge tutto il paese con svaghi, balli, canti.
La sera della vigilia, il 19 febbraio, si tiene una festosa fiaccolata per le strade cittadine che ha partenza ed arrivo alla chiesa di San Leone. La fiaccolata è accompagnata da canti e strumenti musicali tradizionali.
Dopo la fiaccolata, in tutti i rioni cittadini, vengono accesi enormi falò, conosciuti con il nome di “Fucarazzi”, che durano sino al mattino seguente.
Al fuoco viene attribuita una funzione purificatrice, di rinascita, legata soprattutto alla terra e all’auspicio di un buon raccolto.
Gruppi di giovani ed anziani, con organetti e chitarre,  vanno di  rione  in  rione, dove vengono offerti prodotti  locali: salumi, vino e  l’ottimo Moscato di Saracena. Si tratta di un’antichissima festa che si ripete, sempre uguale e sempre nuova da secoli.

Moscato di Saracena – Cantine Viola

Moscato di Saracena

Il Moscato di Saracena è un vino passito che si ottiene dal Moscatello di Saracena, vitigno locale, tipico ed esclusivo del comune di Saracena, Città del Vino, nell’area del Pollino in provincia di Cosenza.

Il Moscato di Saracena ha una storia millenaria. Nel XVI secolo il moscato di Saracena faceva parte della lista dei vini dell’Enoteca Pontificia: veniva spedito via nave perché non mancasse mai sulla tavola di Papa Pio IV.
Anche in tempi più recenti si trovano riferimenti precisi a questo vino: è citato nei libri “By the Jonian sea” di George Gissing del 1901 e “Old Calabria” di Norman Douglas del 1915.

Interessante è l’antichissimo procedimento di produzione, che prevede la vinificazione separata del Moscatello di Saracena e delle uve Guarnaccia, Malvasia e in una piccola percentuale la “Adduroca” (termine dialettale che sta per profumata).
L’aroma ed il gusto particolari provengono dall’uva moscatello, raccolta e lasciata appassire per alcune settimane prima della vendemmia, selezionata e schiacciata manualmente.

Da una lunga e lenta fermentazione, si ottiene un vino passito di colore giallo ambra, dall’aroma intenso e dal sapore di miele, fichi secchi, frutta esotica, mandorle e miele, che al palato mantiene eleganza e finezza, discreta persistenza, buon equilibrio e una piacevole nota amarognola.

Il principale artefice della riscoperta di questo vino è stato Luigi Viola, amante della natura, della sua terra e delle tradizioni contadine.
Grazie alla sua passione e alla sua lungimiranza, Luigi ha compreso l’importanza per il territorio di Saracena di recuperare, valorizzare e promuovere il Moscato di Saracena, un vino da meditazione di antichissima tradizione, unico al mondo per la tecnica di vinificazione ed a rischio di estinzione.
La sua produzione era oramai ridotta alle poche famiglie per uso domestico, così, nel 1999, Luigi fonda le Cantine Viola.
Fin da subito Luigi coinvolge la moglie Margherita e i tre figli: Roberto, Alessandro e Claudio, evitando l’estinzione del Moscato di Saracena.

Come previsto dalla tradizione, il Moscatello viene raccolto a settembre, quando raggiunge il punto giusto di maturazione, e viene appeso per 15 – 20 giorni su dei graticci ombreggiati, in modo tale da farlo appassire.
Gli acini disidratati vengono poi selezionati manualmente e sottoposti ad una delicata pressatura.
Nei primi giorni di ottobre vengono vendemmiate la Guarnaccia e la Malvasia.  Dopo una soffice pigiatura, il mosto ottenuto è sottoposto a bollitura che permette di aumentarne il tenore zuccherino e il grado alcolometrico.
I due mosti vengono poi uniti ed ha inizio così una lunga fermentazione e macerazione in acciaio, della durata di sei/sette mesi.
Il Moscato di Saracena è pronto per l’imbottigliamento nella primavera successiva alla vendemmia.

Attualmente la famiglia Viola lavora 5 ettari di vigneto, di cui 4 di proprietà.
Vengono prodotte 2 etichette diverse, per un totale di 10.000 bottiglie, di cui 5.000 di Moscato di Saracena, oltre alla produzione annuale di 1.500 bottiglie di grappa.

I risultati finora ottenuti sono eccellenti: numerosi sono stati i premi ed i riconoscimenti per le Cantine Viola, tra cui:

  • Premio Top Hundred 2004 (cento vini migliori dʼItalia) Club Papillon
  • 5 grappoli “valutazione dʼeccellenza”
Guida DuemilaVini – AIS 2008, 2009, 2010, 2013
  • Nominational Premio Internazionale del Vino Guida DuemilaVini – AIS 2008
  • Finale 3 bicchieri Guida Gambero Rosso 2003-2005 -2006 -2007
  • Riconoscimento tra i vini Intelligenti del Gambero Rosso 2003
  • 3 Bicchieri – Gambero Rosso–Slow Food Editore 2009
  • 3 Bicchieri verdi – Guida Gambero Rosso 2010,ʻ11-ʻ12-ʻ13-ʻ14
  • Migliori Vini Dolci Bio 2009 – 2010 – Guida ai Vini dʼItalia Bio
  • Grande Vino – Guida Slow Wine 2013
  • Corona – Vini Buoni dʼItalia – Touring Club 2013
  • Il Moscato Passito di Saracena 2007 è il MIGLIOR DOLCE dellʼANNO – Premio Speciale Vini dʼItalia 2009 Gambero Rosso e Slow Food.

Anche altri abitanti di Saracena si sono convinti a seguire la strada intrapresa da Luigi, iniziando la produzione del Moscato di Saracena, ed affiancandolo nella battaglia per il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata.

Esattamente un anno fa, vi è stato il riconoscimento del metodo storico del Moscato al Governo di Saracena quale bene culturale della Calabria.

 

Per informazioni:
CANTINE VIOLA
Via Roma 18, Saracena (CS)
Tel. e Fax: 0981 349099
Cell.: 340 3674357
Sito: www.cantineviola.it
Mail: info@cantineviola.it