Sagra dei Piselli e delle Fave – Montegiordano

Sagra piselli e fave Montegiordano

A Montegiodano, in provincia di Cosenza, ogni anno da 5 anni a questa parte, si svolge la Sagra dei Piselli e delle Fave.

L’edizione 2014 è già pronta: sabato 29 e domenica 30 marzo, questo paese dell’Alto Jonio Calabrese è pronto ad accogliere tutti coloro che hanno voglia di gustare questi due prodotti tipici, unendo l’aspetto gastronomico, quello culturale, quello sociale e ricreativo.

L’evento, che gode di una buona risonanza mediatica e soprattutto di ampia partecipazione,  si propone come una mostra-mercato gastronomica di prodotti, dove confluiscono tutti i produttori locali di piselli e fave che espongono e vendono nei loro stand le primizie di stagione.

L’obiettivo della manifestazione è quello di promuovere l’utilizzo dei prodotti tipici dell’agricoltura di Montegiordano e dell’Alto Jonio, valorizzandone la qualità attraverso la degustazione di piatti preparati secondo la tradizione locale e piatti preparati in base alla fantasia di alcuni chef.

Questi prodotti rappresentano un presidio Slow Food, dove i requisiti fondamentali per ottenere questo riconoscimento sono:

–       Qualità del prodotto,
–       Dimostrare che in passato era fonte di guadagno per la nostra comunità,
–       Importanza sociale per la comunità.

Il tutto è organizzato anche con l’obiettivo di incentivare gli agricoltori in loco a percorrere una strada comune: quella del raggiungimento di un Marchio di qualità per piselli e fave locali.

La manifestazione si svolgerà nel comune di Montegiordano ed è organizzata dall’associazione “Onde  Joniche”. Parteciperanno aziende e produttori di Montegiordano e dell’area di Rocca imperiale, Roseto Capo Spulico, Canna, Nocara, Nova Siri, Rotondella Amendolara Oriolo, Castroreggio, Trebisacce, ecc.

Sarà un’occasione anche per la grande sagra paesana, legata al folklore, alla tradizione, all’intrattenimento e laboratori didattici per adulti e bambini, spettacoli, musica itinerante, mostre di antiquariato e di artigianato.

Fin dall’antichità i piselli hanno sempre rappresentato una fonte di nutrimento per tutte le popolazioni ed insieme ai fagioli sono stati gli alimenti più consumati. I piselli già crescevano spontaneamente 9750 anni prima dell’era cristiana. I piselli coltivati, invece, arrivano dalla Cina, ma venivano coltivati anche dai greci e dai romani che li hanno introdotti anche in Europa.
In Inghilterra, durante il Medioevo, venivano usati come salario per i poveri e in Francia erano alla base dell’alimentazione.
I piselli rappresentano gli esponenti di maggior spicco della grande ed importante famiglia dei legumi.
A Montegiordano, in una storia non remota, i piselli e le fave (dal dopo guerra fino a metà degli anni novanta) erano di grande importanza socio-economiche: i nostri piselli e fave arrivavano su tutte le tavole italiane.
Appaiono sul mercato in primavera e hanno sapore dolce e delicato perché, tra tutti i legumi, sono quelli più ricchi di zuccheri e vitamina C, soprattutto se vengono consumati crudi in stagione.
Appena tolti dal baccello permettono di sentire il sapore dolcissimo e quel caratteristico profumo intenso della nostra terra.

Oggi la sagra rappresenta un’attrazione per parecchie persone, che ogni anno raggiungono Montegiordano in questi giorni di marzo per venire a gustare un pezzo di Calabria: perché oltre ai piselli e alle fave, basta percorrere qualche chilometro per trovare altri prodotti tipici di questa terra, come il limone di Rocca Imperiale, l’olio d’oliva DOP di Cosenza, i vini della Cosenza DOC e gli ottimi salumi di Nocara.

 

Per informazioni:
Sito: www.sagradeipiselli.it
Mail: sagrapisellifave@libero.it
Tel.: 393 0938957

 

La ‘nduja di Spilinga

La 'nduja di Spilinga

Tra i prodotti tipici della Regione Calabria, la ‘nduja occupa un posto singolare nella gastronomia regionale.

Sulle sue origini sono due le ipotesi più avvalorate:

  • alcuni storici ipotizzano che sia stata introdotta dagli Spagnoli alla fine del 1500 (in Spagna esiste infatti un prodotto simile, noto come la “sovresada de Mallorca”);
  • altri collocano la sua diffusione agli inizi del 1800 per volere del Vicerè di Napoli, Gioacchino Murat, che, nel periodo in cui soggiornava nel castello di Pizzo Calabro, si faceva preparare questo insaccato per conquistare la benevolenza dei potenti del tempo.

Il nome “nduja” sembra trarre origine dal francese “andouille”, cioè insaccato o frattaglie.

Zona tipica di produzione è il paese di Spilinga, località in provincia di Vibo Valentia.
Imitazioni del prodotto, anche di qualità paragonabile, sono reperibili in tutta la regione, a tal punto da fare della ‘nduja un alimento tipicamente associato a tutta la Regione Calabria.

Viene preparata con le parti grasse del maiale, con l’aggiunta del peperoncino piccante calabrese, ed è insaccata nel budello cieco (orba), per poi essere affumicata.
Nella preparazione della ‘nduja di Spilinga prevalentemente viene impiegato il peperoncino, coltivato anch’esso nell’area tipica di produzione, l’Altopiano del Poro.

Una volta selezionata la carne viene tritata assieme al peperoncino in quantità del 20-30%, si aggiunge il sale in quantità del 3% e viene impastata creando un impasto omogeneo.
Dopo averla lasciata riposare almeno 12 ore viene insaccata nel budello naturale.
E appesa nei locali adibiti ad affumicazione, dopo 7- 10 giorni di affumicamento, viene spostata nei locali di stagionatura, dove come minimo deve rimanere almeno 70 giorni, prima di essere messa in commercio.
Una volta stagionato il prodotto si può anche mettere nei vasetti di vetro.

La ‘nduja si consuma spalmandola su fette di pane abbrustolito, meglio se ancora calde, o utilizzata come soffritto per la base di un ragù o di un sugo di pomodoro, con aglio; può essere usata per condire la pizza, prima degli altri condimenti se cruda, oppure appena sfornata; si può accompagnare a fettine di formaggi semi-stagionati o può essere utilizzata nella preparazione di frittate.

Storicamente la ‘nduja è un piatto povero, nato per utilizzare gli scarti delle carni del maiale (come milza, stomaco, intestino, polmoni, esofago, cuore, trachea, parti molli del retrobocca e faringe, porzioni carnee della testa, muscoli pellicciai, linfonodi, grasso di varie regioni, ecc). Già a pochi chilometri da Spilinga, così come nelle aree in cui il prodotto è arrivato più di recente (ad esempio nel cosentino o crotonese) a questi ingredienti sono aggiunti anche le cotiche bollite tagliate a pezzettini molto piccoli.

La ‘nduja, grazie al gusto squisito e al piccante, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la ‘nduja ha effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio. Oggi è considerata un toccasana nelle bronchiti, nell’enfisema, nei reumatismi e soprattutto previene l’infarto.

A Spilinga nel mese di Agosto, quest’anno il 7 agosto, si svolge la Sagra della ‘nduja con tanti prodotti tipici calabresi a base della stessa.

L’Artigiano della ‘nduja”, fondata nel 2002 da Luigi Caccamo, oggi noto come il pioniere della ‘nduja, è un’azienda mono-prodotto che opera in ambito nazionale e da qualche anno si è affacciata al mercato internazionale.
La vision e la mission aziendale sono: garantire l’autenticità della ‘nduja di Spilinga e quindi produrre secondo tradizione, e soddisfare il cliente, offrendo prodotti naturali, senza trascurare la qualità del servizio.

Per info:
L’Artigiano della ‘nduja Sas di Caccamo Luigi
Via Aldo Moro, 15 – Spilinga (VV)
Tel. +39 0963 65470
Sito: www.artigianodellanduja.com
Mail: info@artigianodellanduja.com, ordini@artigianodellanduja.com