Festa dell’Immacolata Concezione in Calabria

Immacolta a Marina di Nicotera

L’8 dicembre di ogni anno è tradizione festeggiare l’Immacolata Concezione.
In molti paesi della Calabria, l’Immacolata è festeggiata come patrona del Paese e i festeggiamenti sono molto sentiti.

L’Immacolata Concezione è patrona di Catanzaro.
Nel 1641, i catanzaresi invocarono la protezione della Madonna Vergine e Immacolata contro la peste e la città fu risparmiata.
Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre 1854, durante una giornata particolarmente buia e piovosa ma, nel momento in cui il pontefice si accingeva a proclamare il dogma, i cieli si aprirono in un’improvvisa luminosità.
Nei giorni della novena giungono alla Basilica – Santuario fedeli da ogni quartiere della città per la prima messa. L’Immacolata è la gloria e l’orgoglio dei catanzaresi e la festa che le viene dedicata è un’esplosione di fede e devozione.  La festa si conclude dopo l’ottavario, il 15 Dicembre quando la Vergine scende dall’altare maggiore per ritornare ad occupare la sua nicchia nell’altare laterale. L’8 dicembre, giorno della festa, ha inizio con la Messa dell’aurora che, per tradizione ormai consolidata, richiama migliaia di fedeli che sostano sul sagrato fin dalle tre del mattino.

La leggenda, più che la storia, vuole che il culto dell’Immacolata si instauri a Diamante dopo che un bastimento che trasportava l’attuale statua della Madonna in Sicilia, si bloccò misteriosamente proprio davanti al paese nel 1928. Il bastimento riuscì a partire solo dopo aver portato la statua nella Chiesa.
Secondo la leggenda, quando la statua entrò nella Chiesa aveva le braccia incrociate sul petto, ma la mattina seguente il parroco la trovò con un braccio sollevato verso il cielo con tre dita aperte, segno evidente di protezione dalle terribili piaghe che già Diamante, come tutta la Calabria, aveva sofferto: fame, guerra e terremoto. Dopo questo miracolo la popolazione in festa impedì che la statua potesse ritornare sul bastimento.
La festa patronale in memoria dell’Incoronazione dell’Immacolata, si tiene il giorno 12 agosto. Ma anche l’8 dicembre, in occasione della Festa dell’Immacolata Concezione Patrona di Diamante, si festeggia.
Dal 29 novembre al 7 dicembre di ogni anno, tutte le sere ha luogo la novena per onorare la Madonna. E ogni anno, in occasione della Festività dell’Immacolata Concezione a Diamante si svolge per le vie del centro la Fiera: le vie e le piazze del paese sono piene di bancarelle che offrono una grande varietà di prodotti.

Molto importanti sono anche i festeggiamenti che si svolgono a Palmi.
La festa dell’Immacolata Concezione è un evento religioso e civile che si svolge ogni anno l’8 dicembre nel centro storico della città e nella chiesa dell’Immacolata e di San Rocco.
Le prime testimonianze storiche del culto di Palmi verso l’Immacolata Concezione risalgono al XVII secolo. A Palmi vi era, nell’attuale contrada Affaccio, una chiesa dedicata a Santa Maria dell’Uccellatore, nella quale venivano venerate e festeggiate alcune sacre figure, tra le quali appunto l’Immacolata Concezione. Questa fu trasferita nel 1740 in una costruzione posta di fianco alla chiesa di San Rocco.
A metà del XIX secolo, fu ufficializzata la festività dell’8 dicembre a Palmi dedicata all’Immacolata Concezione.
Le funzioni religiose iniziano il 29 novembre con la novena dedicata all’Immacolata, celebrata ogni giorno. Nella mattinata dell’8 dicembre vengono svolte ad ogni ora, le celebrazioni, mentre nel primo pomeriggio ha luogo l’evento principale della festa: la processione della statua per le vie cittadine.
La statua viene collocata su di una varetta in legno addobbata di fiori che è trasportata a spalla per le vie cittadine da ventiquattro portatori chiamati in gergo locale «’mbuttaturi».
Il percorso del corteo ha una lunghezza di oltre 6 km e dura circa 3 ore, e attraversa le principali strade del centro storico cittadino, con una deviazione effettuata per raggiungere la zona dell’Ospedale Civile Francesco Pentimalli.
Il momento più suggestivo della processione è l’ingresso della statua all’interno della chiesa del Soccorso, per l'”affruntata” della stessa verso la statua di Maria Santissima del Soccorso.
I festeggiamenti civili dell’Immacolata Concezione prevedono l’addobbo con luminarie della facciata della chiesa e della piazza San Rocco.
Inoltre, durante la mattinata avviene la tradizionale “Sfilata dei Giganti” per le vie cittadine, accompagnati dal palio e dal “complesso dei tamburinari”.
Per l’inizio della novena e nella giornata dell’8 dicembre, in determinate circostanze, vengono fatti esplodere dei colpi di mortaretto dalle pendici del monte sant’Elia, e all’arrivo della processione in Piazza I maggio viene anche effettuato uno spettacolo pirotecnico.

Altra città in cui il culto dell’Immacolata Concezione è molto sentito, è Marina di Nicotera.
Il racconto della fondazione del culto a Marina di Nicotera riporta alla seconda metà del Settecento.
Alla fine del Settecento vi fu una violenta tempesta che costrinse l’equipaggio di una piccola imbarcazione a liberarsi del pesante carico che trasportava. Cessata la tempesta, un pescatore si accorse di qualcosa che galleggiava riflettendo uno strano luccichio.
Arrivò alla marinara insieme ad un parente e tirarono fuori dalla cassa la statua dell’Immacolata che oggi è collocata nell’omonima chiesa.
Si racconta che qualche tempo dopo il ritrovamento della statua, giunsero alla marina due signori che si dichiaravano proprietari della scultura e ne pretendevano la restituzione, ma che non riuscirono a spostare la statua dal piedistallo su cui i pescatori l’avevano riposta.
Nel variegato paesaggio delle processioni a mare, quella che si svolge l’8 dicembre di ogni anno a Marina di Nicotera è una delle più originali, appassionanti e spettacolari.
Nei giorni della novena, la chiesa vede un’insolita e significativa partecipazione di devoti.
La processione dell’8 dicembre parte alle 8:00 dalla chiesa e raggiunge il mare, rinnovando il percorso e i movimenti “fondanti” dei due marinai che recuperarono la statua dell’Immacolata.
Il percorso iniziale si svolge in prossimità del sentiero da cui sono scesi a piedi e di corsa i due giovani. Quando giunge in via Marina, entrano in scena i pescatori che prendono in consegna la statua e la trasportano fino alla spiaggia. Giunti nel punto ricordato come “lo specchio di mare” dove venne avvistata la cassa miracolosa, entrano nell’acqua.
Tutta la giornata è dedicata ai festeggiamenti. Dopo aver ricollocato la statua in chiesa, la gente si riunisce in casa a consumare il pasto della festa: maccheroni fatti in casa e conditi con carne di maiale, zucca rossa fritta e impanata, nacatole e panettone.

 

Palmi, Reggio Calabria

All’estremità meridionale della Calabria tirrenica, in provincia di Reggio Calabria, è situata la città di Pal­mi, che con un’ordinata geometria di case, di viali e di piazze, si allarga sul piano di un esteso “terrazzo” inciso sul fianco settentrionale del monte Sant’Elia.

Palmi è incastonata a mezza costa tra spiagge basse e sabbiose, sco­gliere alte e rocciose, insenature naturali e si può definire “città di mare e di colle”.

Attraversando la strada statale che da Palmi porta a Reggio Calabria, si giunge al Monte Sant’Elia, ultima parte montuosa della catena Appeninica dell’Aspromonte.
Dai suoi tre terrazzamenti si può godere di uno dei più suggestivi panorami esistenti al mondo: l’occhio umano riesce a scorgere dalla sua cima l’imbocco nord dello Stretto di Messina, nel punto in cui le sponde siciliane sono più vicine a quelle cala­bresi, i due piloni del vecchio elettrodo che univano la Sicilia al Continente e infine lascia senza parole la vista dei due vulcani attivi dell’Etna e dello Stromboli.

Con le vicine spiagge della Marina di Palmi e del Lido di Palmi, la città è un importante stazione balneare anche grazie al suo paesaggio, che ha portato scrittori e poeti a definirla la Terrazza sullo Stretto.

Oltre il territorio comunale, a nord, si estende la seconda zona pianeggiante per ampiezza della Calabria: la Piana di Palmi.

Una parte del territorio comunale rientra nell’elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.

Palmi registra ogni anno una grande affluenza di turisti, soprattutto durante il periodo estivo. Ad attirare sempre più numerosi i visitatori è certamen­te un armonico connubio creato tra le testimonianze storico-culturali presenti nella città e le impareggia­bili bellezze naturalistiche del territorio, completa­mente immerse in un mare limpido e azzurro, a volte delineato da originali venature di color viola, create dal riflettersi delle montagne che, in modo molto ri­pido si gettano nelle limpide acque, caratterizzando questo tratto di costa, denominata, appunto Costa Viola.

In località Pietrenere, notevoli testimonianze storiche si mescolano ad una natura ancora incontaminata, dove le tracce di un’importante passato sono ancora molto presenti. Sulla spiaggia si erge un’anti­ca costruzione realizzata con grigie mura di pietra levigata, il Fortino, che potrebbe essere confuso con un piccolo castello diroccato. Dalle viscere dell’edificio spunta uno scoglio dentellato e cosparso di vegetazione, di altezza persino maggio­re delle mura.
Costruito nei primi anni del XIX secolo dalle truppe francesi, fece parte di un complesso sistema di fortificazioni militari quando, nel primo decennio dell’800, l’intera zona fu teatro di lotte durissime tra inglesi, francesi e filoborbonici.

Sempre lungo la costa per segnalare l’arrivo dei sara­ceni furono costruite alcune torri di avvista­mento e la “Torre costiera di Taureana” ha resistito allo scorrere del tempo conservandosi in buone condizioni.

Lo Scoglio dell’Ulivo è un simbolo di Palmi: chi visita questo tratto di costa non può non vedere lo scoglio sul quale da decenni si aggrappa un uli­vo, purtroppo seccatosi in seguito ad una violentissima mareggiata negli anni Ottanta, incurvato dal vento.
Lo Scoglio dell’Ulivo è il monumento naturale di questo tratto di costa calabrese: è stato proposto di proteggerlo e vincolarlo come Patrimo­nio dell’Umanità.

Tutta la costa di Palmi, nella quale si trovano la baia della Marinella e la baia della Tonnara, è arricchita da grotte marine e costiere e da scogli.

Le altissime scogliere di Palmi sono ricche di gor­gonie, di relitti e di grotte sommerse.

La grotta più rappresentativa di tutta la zona è la “Grotta delle Si­rene”, denominata così perché una leggenda narra che, ancora oggi, è possibile sentire in questo trat­to di costa, i canti delle Sirene del mitico Ulisse, che attraversò queste acque. La grotta è raggiungibile solamente via mare ed è questo uno dei punti più interessanti della zona dove praticare entusiasman­ti immersioni subacquee, sia per le dimensioni del­l’area che per l’interesse biologico.

Suggestiva da visitare, per gli amanti del mare e del­la natura marina, è la Grotta delle Corvine.

Collocate in un costone di roccia e celate alla vista da una folta vegetazione, sotto la cittadina di Palmi si trovano le Grotte di Macello-Pignarelle. Insedia­mento rupestre di origine bizantina composto da una serie di grotte scavate dai monaci basiliani nel periodo altomedievale che si sviluppano in profon­dità per circa 80 metri, con un’altezza di circa 8-10 metri.
Il complesso monastico, nonostante i numerosi crol­li che si sono susseguiti nei secoli, conserva ancora oggi l’originaria struttura e, all’interno, si possono ammirare le nicchie, i portalampade e i giacigli usati dalle antiche comunità religiose.

A 95 metri sul livello del mare si trova un altro im­portante sito: la Grotta di Trachina, riparo roccioso di tipo carsico e soggetta all’erosione del mare.
A causa di continue frane, l’originaria tipologia è sta­ta danneggiata. Dal 1991 sono stati eseguiti diversi scavi, durante i quali sono stati rinvenuti ossa di vari animali e oggetti di ceramica, che fanno pensare a presenze umane nella grotta già dal periodo medievale.

Il Corso Garibaldi è la principale via cittadina: con i suoi numerosi negozi e le varie at­tività commerciali e ricreative rappresenta, insieme a Via Roma, il più importante “passeggio” palmese.

Salotto della città è Piazza I Maggio, che si trova al centro del corso Garibaldi e che, in molte occasioni, fa da cornice agli eventi organizzati dal­l’Amministrazione Comunale.

In Piazza Municipio si trova il maestoso Monumento ai Caduti: sopra un grande basamento granitico a forma di croce, sono collocati due gruppi scultorei in bron­zo, il primo è costituito da un soldato romano e un fante, mentre il secondo è formato da una donna vestita con abiti da lutto ed una giovane sposa che stringe al seno un bambino. Al centro della base in granito sono poste due gran­di colonne sormontate da due tazze di bronzo dove, in alcune ricorrenze, brucia dell’incenso.

Sempre in questa singolare piazza si trova Palazzo San Nicola, maestosa struttura che ospita la sede del Municipio della Città di Palmi.

Nell’antica Piazza De Nava, oggi nota come Piazza Amendola, si trova un’artistica Fontana: la Fontana della Palma, costruita nel 1922 in stile barocco-berniano moderno.

I monumenti della cittadina ricordano anche illustri personaggi che hanno calcato la storia italiana in molteplici settori.

Ai piedi della collina dello “Spirito Santo”, in Piazza Pentimalli sorge il maestoso Mausoleo dedicato al più illustre personaggio di Palmi: Francesco Cilea, illustre compositore nato a Palmi nel 1866.

Alla civiltà greca, si rifà il maestoso Anfiteatro che si trova in Contrada Motta. Il Teatro all’aperto può accogliere 1000 posti a sedere nelle sue gradinate ed è posto sul costone del Monte San­t’Elia che degrada verso zona Marinella, da dove si può scorgere uno scenario naturale unico offerto dallo Stretto di Messina e dalle Isole Eolie.

Il fiore all’occhiello della città è certamente la stu­penda Villa Comunale “Giuseppe Mazzini” , inaugu­rata nel settembre 1870 e dichiarata Monumento Nazionale. L’incomparabile scenario che offre è di inestimabile bellezza, tanto da rappresentare un verdeggiante balcone sul Tirreno, dove lo sguardo domina lo Stretto di Messina e il Golfo di Gioia Tauro, con una visuale che va da Capo Vaticano, alle Isole Eolie e alla Punta di Milazzo. Al suo interno inoltre si possono ammirare i busti di illustri personaggi della storia italiana e di noti artisti palmesi.

Orgoglio della Città di Palmi è sicuramente la Casa della Cultura intitolata a Leonida Rèpaci, illustre scrittore, opera­tore culturale e fondatore del Premio Viareggio, inaugurata nel 1982.
L’ampio giardino che la circonda è impreziosito da alcune sculture bronzee di De Feo e da due colonne di età romana provenienti dall’antico sito di Taurea­na. La struttura interna è dotata di ampie sale e ac­coglie in vari spazi:

– la Biblioteca Comunale “D.Topa” dove è possibile consultare più di centoventimila volumi, specializ­zati soprattutto, nella storia calabrese e del Mezzo­giorno d’Italia,

– il Museo Civico di Etnografia e Folklore “ Raffaele Cor­so”, riconosciuto dall’UNESCO come il più importan­te del Mezzogiorno, conserva al suo interno reperti divisi in varie sezioni dedicate alla pastorizia, alla vita contadina, alle arti marinare, al folklore ed ai costumi popolari;

– l’Antiquarium Comunale “Nicola De Rosa”, sezione archeologica che comprende numerosi cimeli che documentano la vita della città dal VII sec. a.C. al XI sec. d.C. e rinvenuti prevalentemente nell’area dove oggi sorgono Taureana e Scinà di Palmi;

– i Musei “Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce” con numerosi oggetti personali dei due grandi com­positori palmesi a cui sono intitolati.

– la Gipsoteca “Michele Guerrisi” che conserva nume­rose sculture in gesso, bozzetti e acquerelli del gran­de scultore;

– la Pinacoteca “Leonida e Albertina Rèpaci” che pre­senta la collezione privata donata da Leonida Rèpaci e dalla moglie Albertina, che comprende circa 200 opere di grandi artisti italiani, come Guttuso, Modi­gliani, Picasso, Zavattini, Sironi, Levi, Cascella, Guer­cino, Conti, Boccioni, Manet, Fattori, Corot. È consi­derata , oggi, una delle più importanti pinacoteche d’arte moderno-contemporanea presenti nel Sud d’Italia;

La Casa della Cultura, ospita anche un ampio ed ac­cogliente Auditorium dove si svolgono conferenze, convegni e varie attività culturali di rilievo nazionale ed internazionale.

Un altro possibile itinerario da vivere all’interno del territorio palmese è sicuramente quello artistico-re­ligioso, grazie alla presenza di numerose chiese di particolare interesse, come la Concattedrale di San Nicola che condivide con la cattedrale di Oppido Mamertina la titolarità della sede vescovile di Oppi­do-Palmi.
Distrutta più volte dai vari terremoti che hanno col­pito questa zona, è stata riaperta al culto definitiva­mente nel 1932 ed è dedicata alla Madonna della Lettera, protettrice della città ed a San Nicola, patro­no di Palmi.

Prima testimonianza del culto cristiano a Palmi è rappresentata dalla Chiesa del Crocefisso dei Monaci risalente al 1300, situata nel rione “Cittadella”. L’edi­ficio ha subito diverse opere di restauro, nel corso degli ultimi interventi architettonici sono state aper­te delle botole di vetro, dalle quali si può osservare la cripta dove trovavano sepoltura i frati dell’antico convento attiguo alla chiesa.
Sulla collinetta situata in prossimità della Chiesa, è posta la statua in bronzo raffigurante San Francesco d’As­sisi che tende le braccia verso il paese sottostante, in atteggiamento di protezione.

Un antico sito che ha rappresentato per molti anni uno dei luoghi di culto più importanti per il popolo palmese è la Chiesetta di San Fantino, vescovo vissuto nel IV secolo. Al suo interno si trova la sacra cripta paleocristiana dove viene custodito il sepolcro del Santo. Fatta costruire nel 1857 dall’Abate Pietro Militano, fu aperta al culto fino al 1953, oggi è in fase di restauro e oggetto di scavi archeologici.

Di ispirazione barocca è, invece, il Santuario della Ver­gine del Carmine, che custodisce ricchi addobbi e af­freschi di notevole interesse.

Altra ed imponente struttura sacra è la Chiesa del SS Rosario, dedicata al culto della Madonna del Rosario, di San Francesco e di Sant’Antonio da Padova. An­nesso all’edificio si trova il convento dei Frati Minori Conventuali a cui sono affidate le cure pastorali.

A Palmi, come in numerosi paesi calabresi, resisto­no, immutati, piccoli e grandi eventi che si rifanno ad antiche tradizioni le cui origini si perdono nella notte dei secoli.
Processioni si snodano silenziose tra i vicoli e le stra­de accompagnate dalla musica di complessi bandi­stici. Una qualsiasi ricorrenza è occasio­ne di aggregazione e la gioia della festa sconfina nel fragore degli spettacoli pirotecnici, in cortei e balli, sfilate e sagre gastronomiche.
Eventi di forte interesse sia religioso che culturale si susseguono tutto l’anno a Palmi, tra queste ricordia­mo la festa che si celebrata il 16 agosto in onore di San Rocco, rinomata per la caratteristica processione degli “spinati”.

Di grande interesse anche la suggestiva manifesta­zione della Varia preceduta dai riti che celebrano la Madonna della Lettera e il Sacro Capello.
L’ultimo sabato di agosto, l’effige della Madonna della Lettera viene portata in processione insieme al reliquario del Sacro Capello della Madonna posto su un vascello in miniatura, al quale i portatori impri­mono un movimento ondeggiante.
La processione è seguita dal tradizionale Palio, an­tico stendardo di seta con impresso da un lato lo stemma comunale e dall’altro il monogramma della Madonna coronato da dodici stelle.

 

Madonna del Carmelo in Calabria

Il 16 luglio di ogni anno, ricorre la festività della Madonna del Carmelo, che viene festeggiata in diverse località della Calabria.

Bagnara Calabra (Reggio Calabria).
Il 16 luglio, per i 12.000 abitanti di Bagnara, è il clou dei solenni festeggiamenti in onore di Maria SS. del Monte Carmelo.
Alle 11:00 del mattino si celebra la Messa e nel tardo pomeriggio inizia la processione, molto affollata, per le vie del paese. L’immagine della Vergine con il Bambin Gesù sul braccio sinistro, è portata a spalla dai confratelli della congrega, per dei tratti addirittura di corsa, e la lunga processione visita i vari rioni e le diverse chiese del Paese. Con la mano destra invece la Madonna dona lo Scapolare. L’immagine è opera di un artista napoletano, che la realizzò nel 1856.
L’abito della Madonna del Carmelo cambia nel corso dell’anno. Normalmente l’immagine è vestita di marrone, il cosidetto “Abito a voto”. Cambia nei quattro giorni di festa: è di colore chiaro intarsiato d’oro. Si tratta, appunto dell’ “Abito da Regina”.
L’immagine della Madonna è nascosta per tutto l’anno, impedita alla vista da un velo, tranne nei casi particolari. Viene mostrata soltanto nelle varie festività mariane e nei mercoledì che precedono la festa.

Carìa, frazione di Drapia (Vibo Valentia).
I festeggiamenti in onore di Maria S.S. del Carmelo si tengono a partire dall’ultima domenica di giugno fino alla seconda domenica di agosto. I giorni principali di festa comunque vanno dal 7 luglio, giorno in cui ha inizio la novena, al 16 luglio, solennità patronale della beata vergine del Carmelo. La festa a Caria si celebra ogni anno dal 1897, anno in cui si narra che la Vergine del Carmelo salvò miracolosamente Giuseppe Pugliese, povero ed umile cariese, da un terribile naufragio mentre faceva ritorno dall’America. Pugliese nel bel mezzo di una spaventosa tempesta invocò l’aiuto della Madonna, invocandola sotto il titolo del Carmelo e d’improvviso la tempesta si placò e la nave su cui viaggiava si salvò.
Si mise all’opera e riuscì ad edificare, con l’aiuto di fedeli, una piccola cappella tale da potervi celebrare la Santa Messa. Dovette superare non poche difficoltà, fino a quando, con la fabbrica della nuova chiesa quasi al completo, sopravvenne il disastroso terremoto del settembre 1905 che spaccò tutte le mura.
Tutte le sue fatiche sembravano andate a monte, ma non si scoraggiò e invocando ancora l’aiuto della Vergine santissima del Carmelo si rianimò e tornò alla questua. Le offerte vennero più abbondanti, poté riparare i danni provocati dal terremoto e continuare i lavori.
Ordinò da Napoli la statua della Madonna del Carmelo chiedendo di portare a Caria la più bella che avessero. La statua della Vergine arrivò alla stazione di Tropea, e il popolo cariese in solenne processione con a capo il parroco del tempo e naturalmente Giuseppe Pugliese si incamminarono a piedi verso Tropea. Giunti alla stazione, la statua venne portata giù dal treno davanti a tutto il popolo cariese e venne posta su un carro. Il Pugliese appena vide il volto della statua buttatosi ai suoi piedi incominciò a piangere per la felicità come un bambino.
La statua della Vergine, venne portata a Caria processionalmente e collocata al centro dell’altare della chiesa a lei intitolata, dove si trova tuttora.
Il Pugliese poté inaugurare la chiesa della sua Madonna con solenni festeggiamenti nel 1906. Con il passare del tempo la chiesa non riuscì più a contenere i numerosi fedeli che accorrevano per i festeggiamenti del mese di luglio, così si ritenne opportuno trasferirli nella chiesa parrocchiale dove tuttora si celebrano.
La sera del 16 luglio ha luogo la processione, che attraversa tutte le vie del paese.
La statua della Madonna percorre le vie del paese tre volte l’anno: l’ultima domenica di giugno, il 16 luglio e la seconda domenica di agosto.
Solenni sono anche i festeggiamenti civili: luminarie, concerti, tornei e spettacoli pirotecnici.
La statua della Madonna dopo i festeggiamenti rimane ancora nella chiesa parrocchiale per far sì che i numerosi emigrati che ritornano a Caria durante il mese d’agosto, possano recare un saluto alla Vergine Maria. La domenica immediatamente successiva alla solennità dell’Assunzione, la Madonna, in solenne processione verrà riaccompagnata nella sua chiesa.

Palmi (Reggio Calabria).
La festa di Maria Santissima del Carmelo è un evento religioso e civile svolto annualmente a Palmi, il 16 luglio (ricorrenza dedicata alla Madonna del Carmine) ed il 16 novembre (anniversario del miracolo relativo al terremoto del 1894). Le due festività, celebrate nell’omonimo santuario, sono organizzate dai Padri Carmelitani del santuario stesso e dalla “Nobile congrega di Maria Santissima del Carmelo”. Le origini delle due feste di Palmi, in onore della Madonna del Carmine, risalgono al XVII secolo per le celebrazioni del 16 luglio ed al 1895 per quelle del 16 novembre.
Le prime notizie sulla celebrazione a Palmi, il 16 luglio, di una festa dedicata alla Madonna del Carmine, risalgono alla fine del XVII secolo, secondo quanto riportato dal Catasto onciario del tempo. A dare iniziò alla festività fu la Nobile congrega di Maria Santissima del Carmelo, che era subentrata ai padri carmelitani nella gestione della chiesa.
Dal 16 novembre 1895, primo anniversario del Terremoto del 1894 e del miracolo attribuito alla Madonna del Carmelo di Palmi, la città e la congrega decisero di commemorare annualmente l’evento avvenuto l’anno precedente.
La miracolosa statua lignea della Madonna del Carmine di Palmi fu realizzata, sul finire del XVIII secolo, ad opera dello scultore Domenico De Lorenzo.
La Madonna è raffigurata seduta su di una nuvola dalla quale spuntano in basso due angeli. Un terzo angelo è seduto anch’esso sopra la nuvola, mentre altri due angeli risultano ai lati della stessa come statuette autonome e staccate dal complesso principale. La Madonna indossa un abito color rosa adornato da una fascia gialla (stesso colore del copricapo) e da una cintura dorata. Dalle maniche si intravede un altro abito di colore verde, indossato sotto l’abito rosa. Completa il vestiario della Vergine un manto blu (con stelle dorate) che in parte le ricade sopra le ginocchia, ed in parte le adorna le spalle.
Con la mano sinistra la Vergine mostra uno scapolare mentre, con la mano destra, sorregge la figura di Gesù Bambino poggiato su di un suo ginocchio. L’effigie di Gesù Bambino mostra anch’essa, con la mano destra, un secondo scapolare. Entrambe le statue sono adornate da una corona d’oro fin dal 16 luglio 1896, poiché incoronate dal capitolo vaticano a ricordo del miracolo avvenuto due anni prima. La statua della Madonna, oltre alla suddetta corona, è adornata da un’aureola con dodici stelle.
La festa del 16 luglio inizia con la novena, celebrata dal 7 luglio ogni giorno nell’omonimo santuario. Subito dopo la prima celebrazione eucaristica della novena, la statua della Madonna del Carmine viene scesa dalla nicchia in cui è collocata durante l’anno, per essere collocata al centro della chiesa per la venerazione dei fedeli.
Il 16 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmelo e giorno della festa, inizia in mattinata con le celebrazioni, nel santuario, della Santa Messa ad ogni ora e, alle ore 12.00 in punto, viene recitata la supplica alla Madonna del Carmelo.
Inoltre la facciata della chiesa, nei giorni della festa, viene addobbata con luminarie e nella piazza del Carmine è prevista una piccola fiera di bancarelle.
Nel tardo pomeriggio, subito dopo la celebrazione eucaristica in chiesa, vi è la tradizionale processione della statua per le vie cittadine, che viene posizionata su di una “varetta” in legno, adornata di fiori, e portata a spalla in processione da 18 portatori, chiamati in gergo locale “Mbuttaturi“.
Il percorso storico della processione era snodato lungo le principali strade del centro cittadino, con una deviazione verso la parte alta della città per raggiungere la zona dov’è ubicato l’ospedale civile “Francesco Pentimalli”.
La festa si conclude con lo spettacolo pirotecnico effettuato dalle pendici del Monte Sant’Elia.

Cirò Marina (Crotone).
Le origini del paese sono legati al culto della Madonna e negli anni ottanta il comitato festa ne festeggiava il centenario. La prima icona della Madonna del Carmelo venerata a Cirò Marina è oggi esposta sull’altare maggiore della parrocchia di san Cataldo.
Si racconta che all’arrivo della statua a Cirò Marina furono segnalate tre guarigioni miracolose. Negli anni ’70 il comitato festa ne erigeva un monumento in piazza Diaz ai caduti di tutte le guerre. La festa in questi anni ha visto un crescersi sia nei momenti religiosi, che nei festeggiamenti civili.

Filandari (Vibo Valentia).
I festeggiamenti in onore di Maia SS.ma del Carmelo hanno luogo il 16 luglio di ogni anno.
Alle ore 19.00 ha luogo la processione con l’effige della Madonna del Carmelo per le vie del paese.

Monte Poro, Caroniti di Joppolo.
A Joppolo ha sede il Santuario della Madonna del Carmelo, meta continua di pellegrini che provengono anche da altre regioni per rendere omaggio alla Madonna del Carmelo e per ammirare il Santuario, l’opera dovuta a Frate Carmelo Falduti, l’umile pastorello di Caroniti che, “dopo aver sognato la Madonna, peregrinando di paese in paese, con la cassetta in mano, la bisaccia alle spalle, il sorriso sulle labbra e la fede nel cuore ”, ha costruito, con le offerte raccolte, la Chiesa per la Madonna che lo aveva chiamato al suo servizio.
Anche qui il 16 luglio di ogni anno, ha luogo la festa dedicata alla Madonna del Carmelo, con la processione per le vie del paese e la fiera dedicata.

Scalea (Cosenza).
La mattina del 16 luglio il sindaco rappresentando i fedeli, offre alla Madonna un cero votivo ornato di spighe di grano e ramoscelli d’ulivo. Suggestiva la processione lungo le strade della cittadina  per le caratteristiche “cinte”, piccole intelaiature di legno che le donne portano sul capo, intorno alle quali vengono sistemate delle candele decorate.

 

Festa di San Rocco, Palmi

Ogni anno, il 16 agosto, a Palmi si svolge la Festa in onore di San Rocco. È la festa annuale più importante della città e l’evento richiama migliaia di fedeli da tutti i centri vicini della Provincia di Reggio Calabria, oltre a fare registrare il ritorno a Palmi nei giorni dell’evento di molti cittadini emigrati in tutto il mondo.

La festa è stata proclamata “patrimonio immateriale delle regioni d’Italia” da parte dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia.

Le prime notizie del culto a Palmi verso San Rocco, risalgono alla fine del XVI secolo, con la testimonianza nel 1586 dell’esistenza di una chiesa dedicata al Santo.

Nel 1837, in città si diffuse una febbre colerica che in soli 18 giorni portò alla morte di 325 persone e quando la malattia smise di provocare morte, gli abitanti di Palmi entusiasti attribuirono il miracolo a San Rocco e portarono la statua del Santo in processione per le vie della città.

Il santo sorregge un bastone con la mano sinistra, mentre con la mano destra mostra i segni della peste, visibili anche sulla coscia sinistra. La gamba destra è poggiata su di una piccola roccia e a sinistra c’è un cane con in bocca una pagnotta e con la testa rivolta verso l’alto, simbolo di donazione della stessa a San Rocco.

Il 12 agosto avviene quella che localmente è chiamata la “Calata del Santo” e cioè l’esposizione della statua alla venerazione dei fedeli per i giorni della festa, dal 12 fino al 23 agosto.

Nella prima mattinata del 16 agosto, il priore della congrega procede alla vestizione della statua del santo con gli ornamenti pregiati che fanno parte del Tesoro di San Rocco. L’Oro di San Rocco consiste nella raccolta e conservazione di tutti gli ex voto in metallo pregiato che nel corso dei secoli i fedeli, per grazia ricevuta, hanno donato alla congrega.

Alle ore 18.00 inizia la processione della statua per le vie cittadine. È l’evento principale di tutta la festa. La statua, collocata sulla varetta in legno che viene addobbata di fiori, è portata a spalla da 30 portatori, chiamati in gergo locale “Mbuttaturi“.

La processione ha un percorso di oltre 7 chilometri ed una durata di circa 4 ore e mezza.  Il percorso, che si sviluppa in gran parte per le vie del centro storico cittadino, compie una deviazione verso la parte alta della città, per raggiungere l’ospedale civile.

Gli Spinati di Palmi sono fedeli che, per ex-voto in cambio di una grazia, vestono per tutto il percorso della processione una cappa di spine (chiamata Spalas) a torso nudo oppure con una corona di spine, ricordando di quella “indossata” da Gesù Cristo sulla Croce. Le spine sono di ginestra selvatica e vengono raccolte dai penitenti il giorno prima, solitamente lungo la strada che conduce da Barritteri di Seminara a Bagnara Calabra. Solitamente tale promessa dura per un anno o per tutta la vita ed i penitenti vengono fatti sfilare in fila per due all’interno della processione.

Il fenomeno dell’offerta di ex-voto acquista, nel culto di San Rocco, un significato ed un simbolismo particolare non ritrovabile, almeno in tali proporzioni, in altri culti della zona.

Nella cera vengono modellati, dall’unico ceraio che ancora opera nella zona, forme di parti anatomiche, che testimoniano gravi malattie superate oppure operazioni chirurgiche subite: occhi, seni, pancreas, gambe, cervelli, fegato, stomaco, reni, cuore. Inoltre vi sono dei bambinelli di cera che rocordano la grande mortalità infantile del passato, o testimoniano la grazia concessa dal Santo a chi non sperava più di poter avere figli. Tutti questi ex- voto vengono deposti in chiesa, sotto la nicchia dove si trova il santo.

La Fiera di San Rocco è una manifestazione collaterale alla processione. Si svolge dal 10 al 18 agosto per le vie del centro cittadino, dove le bancarelle dei venditori ambulanti occupano le principali strade.

Nei giorni della festa, per le vie cittadine, avviene anche la “sfilata dei Giganti“. La coppia di “Giganti” portati per le vie cittadine, è quella realizzata nel 1885 dall’artista di Palmi, Cicala, e di proprietà della Congrega.

Per ottenere informazioni:

Ufficio del Turismo del Comune di Palmi: Tel 0966 262206, Fax 0966 262207

Diocesi di Palmi – Oppido: www.oppido-palmi.chiesacattolica.it