Sangineto: tra montagna e mare calabrese

Sangineto è un piccolo comune della provincia di Cosenza in Calabria, che si articola principalmente in due nuclei:

  • il centro storico, molto caratteristico, che si trova in montagna;
  • il Lido (località Le Crete), che ovviamente si trova vicino al mare.

Il paese è un’ambita meta turistica e d’estate, la zona del Lido vede moltiplicare il numero dei propri abitanti. Sono presenti molti locali e strutture recettive per turisti.

L’origine del centro collinare è antichissima: risale all’epoca della colonizzazione dell’Italia meridionale da parte degli Enotri.
L’insediamento vero e proprio sarebbe stato opera di un gruppo di abitanti di Civitas, città distrutta dai longobardi della contea di Benevento intorno al 680, i quali scampati all’eccidio si rifugiarono intorno al castello in cerca di protezione.

Il nome di Sangineto sembra derivi da una pianta: Cornus sanguinea, chiamata in dialetto sangiddritu.

Durante la dominazione normanna ed angioina la storia dei Sangineto è strettamente legata alla famiglia dei Sangineto, poi tutti i possedimenti della casa passarono prima alla famiglia dei Sanseverino, poi, agli inizi del XVII secolo, a quella dei Maiorana e nel secolo successivo alla casa dei Firrao.
Nel 1848 una spaventosa piena del torrente Sangineto, che attraversa il paese per tutta la sua lunghezza, aggravò la già precaria situazione economica, caratterizzata da attività agricole poco redditizie; ancor oggi con una processione si ricorda l’evento.

I punti di interesse turistico del paese sono molti, a cominciare dalla montagna.
Il primo è il laghetto che si trova ai piedi  di Cozzo la Limpa, dove sono presenti due fenditure di interesse speleogico, anche se non molto profonde.
Il lago Penna è un piccolo laghetto di natura carsica situato in una bellissima pineta contornato da faggeti, che rendono la zona ottimale per fare pic-nic all’aperto specialmente nella bella stagione, quando si ha necessità di un po’ di refrigerio.
Contrada Pantana, un luogo di grande interesse paesaggistico e naturalistico, situato ad ovest del Centro Strico di Sangineto. La località si caratterizza per la ricca presenza di alberi di alto fusto che rende il luogo ideale, per escursioni, passeggiate e pic-nic.
Per gli amanti della montagna, tappa obbligata, è una escursione sulla cima del massiccio del Monte Cannitello, un percorso di media difficoltà che si conclude con la possibilità di godere un panorama stupendo: da un lato la splendida costa dell’alto Tirreno Cosentino e dall’altro i foltissimi boschi dell’entroterra compresi nel territorio del Parco del Pollino. Ad impreziosire questo luogo è stata la recente ultimazione di una piccola e bellissima chiesetta, dedicata alla Virgo Fidelis Patrona dell’ arma dei Carabinieri.

La Chiesa parrocchiale S. Maria della Neve, risalente al 1200, che custodisce un battistero e un portale del 1600.

Al Lido è possibile ammirare il “Castello del Principe“, un castello angioino costruito dai Principi Sanseverino di Bisignano nella seconda metà del XV secolo a pianta quadra con 4 torri e un loggiato, ben conservato anche grazie ad un recente restauro. I giardini del castello in estate ospitano eventi e spettacoli teatrali e musicali (tra cui i concerti del “Peperoncino Jazz Festival“).

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Cortale: il paese che si trova esattamente al centro del punto più stretto della Calabria.

Cortale è un piccolo comune calabrese della provincia di Catanzaro.

La sua particolarità sta nel fatto di essere un centro situato nel Lametino, su una collina da cui è possibile vedere contemporaneamente sia le coste del Mar Ionio, sia le coste del Mar Tirreno. Questo perché Cortale si trova esattamente al centro del punto più stretto della Calabria, ovvero una striscia di terra di circa 30 km che divide i due mari.

Il nome di Cortale deriva probabilmente dal greco “cortazo” (nutrire nella stalla), poi trasformato nel latino “cohortale” (parco di animali).

Le origini di Cortale risalgono intorno ai primi anni 1000. Il primo villaggio sorse intorno al monastero Basiliano intitolato a S. Michele e ai SS. Anargiri (Cosma e Damiano), edificato nel 1070.
In un documento del 1098, si parla di questo monastero e vi è nominata “Cortale”, ma solo come una contrada rurale.

I monaci diffusero l’importanza della preghiera, ma anche una tendenza al progresso sociale e civile. Il paese in questi luoghi trovò uno sviluppo naturale, favorito da un territorio fertile e ricco di corsi d’acqua.

La costruzione del suo centro storico è caratterizzato dalla distinzione in due settori, quello delle “cinque fontane” e quello delle “tre fontane”, che nonostante i terremoti del 1783 e del 1905, ancora oggi  testimoniano il tempo che fu delle  piazze destinate ai mercati, le strade dove avevano sede  le corporazioni e le botteghe degli artigiani, e le  vie costellate da negozi ed artigiani.
L’antica atmosfera può essere assaporata passeggiando nelle viuzze che si intersecano in questa zona, fino a giungere al caratteristico mulino ad acqua che la sovrasta.

Dopo il terremoto del 1783 fu costruita una zona residenziale, denominata “Donnafiori”, nella parte più alta del paese, dove si trovavano le proprietà delle ricche famiglie dei Cefaly e dei Venuti. Queste casate avevano donato gratuitamente le proprie terre per la costruzione delle nuove abitazioni.

Nel corso degli anni Cortale fece parte di diversi feudi.
Il 19 gennaio del 1807 Cortale fu elevata a rango di Università e compresa nel governo di Maida. Quattro anni dopo diventò Comune e fu assegnata al circondario di Maida.
L’1 maggio del 1816, durante il periodo borbonico, diventò capoluogo di circondario con giurisdizione sui comuni di Jacurso, Vena e Caraffa.

La storia di Cortale è lunga quasi 1000 anni e nel paese si trovano ancora numerose tracce del passato:

  • La Chiesa Matrice della Madonna dell’Assunta: di stile barocco, risale al Settecento. Fu interamente ricostruita a seguito del terremoto del 1783, utilizzando i cornicioni ed i portali religiosamente raccolti dalle macerie e disposti nello stesso ordine e motivo ornamentale. All’interno della Chiesa, oltre a numerosi affreschi è possibile ammirare alcune tele, che la tradizione attribuisce ad Andrea Cefaly “il vecchio”. Tutti questi dipinti testimoniano il fermento culturale ed artistico che Cortale visse ai tempi della scuola di pittura istituita dall’artista calabrese nel 1862 col nome “Istituto Artistico Letterario”.
  • La Chiesa di S. Giovanni, dove si possono ammirare altri dipinti dell’artista calabrese. In questa Chiesa è custodita una S. Croce Bizantina in pietra, rinvenuta a Cortale da alcuni contadini tra il 1100 ed il 1200.
  • L’abitazione dell’artista Andrea Cefaly, che permette di addentrarsi ancor di più nella cultura del pittore. Gli affreschi che si ritrovano all`interno del palazzo, comunicano la profonda conoscenza letteraria del Cefaly e il suo amore per Dante.

La strada che sale verso la collina sulla quale sorge Cortale, è una specie di belvedere aperto sui due mari. Sull’estremo lembo del Golfo di S. Eufemia, sulla superba mole della Sila che degrada sui pendii più bassi, disseminati da innumerevoli paesi. L’orizzonte si allunga ed abbraccia il capoluogo calabrese fino a lambirne l’altro mare, nel Golfo di Squillace.  Dopo qualche dolce tornante, scendendo più a valle si trova un angolo dall’estrema bellezza, selvaggio e incontaminato: il terreno si insinua in un anfratto naturale, come tra due ripide montagne distaccate, dalle quali sgorgano dolci sorgenti.

Un monumento tutto naturale, per uno degli scenari più belli dell’estremità settentrionale delle Serre.

Cortale non è soltanto ricca di arte e notevoli persone, ma anche di tradizioni che tutt’oggi vengono tramandate.
Le risorse economiche del paese erano legate all’agricoltura: la vite, l’ulivo, i cereali e le castagne fanno parte delle coltivazioni principali del paese.

Altre attività legata a Cortale sono la pastorizia, le fibre tessili, la coltivazione del baco da seta ripresa negli ultimi anni e l’artigianato del legno che ha lasciato pregiati mobili.

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