Sgute Calabresi – Dolci Pasquali

Sgute calabresi

Ingredienti per le Sgute Calabresi:

  • 1 cubetto di lievito di birra da 25 gr
  • 80 gr di acqua
  • 1 kg di farina + 150 gr
  • 5 uova medie
  • 200 ml di olio extravergine
  • 200 ml di latte intero
  • 180 gr di zucchero
  • 1 bicchierino di rum
  • 1 bustina di aroma alla vaniglia

Preparazione della ricetta Sgute Calabresi:

  1.  Sciogliere il cubetto di lievito di birra in un bicchiere con 80 gr di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero.
  2. Successivamente versare il lievito disciolto all’interno di una ciotola in cui avrete setacciato 150 gr di farina.
  3. Amalgamare bene il composto e lasciarlo lievitare in un luogo tiepido fino a quando il volume non sarà raddoppiato.
  4. In una ciotola da almeno 2 lt di capacità, miscelare con l’ausilio di una frusta l’olio, il latte intero, lo zucchero, l’aroma alla vaniglia, il bicchierino di rum e le 5 uova.
  5. Aggiungere quindi la farina e, continuando ad impastare energicamente, il panetto lievitato.
  6. Una volta ottenuto un impasto omogeneo lasciarlo lievitare per un’altra ora coperto da un canovaccio.
  7. Su una placca rivestita con carta da forno posizionare delle porzioni di impasto a forma di trecce, esse, panieri, corone o piccoli pani. Le forme realizzate possono essere guarnite ulteriormente aggiungendo uova sode intere con il guscio.
  8. Sbattere un tuorlo d’uovo insieme a due cucchiai di latte e spennellare con il composto le sgute.
  9. Cuocere in forno già caldo a 180°, per circa 30’.

 

Le tradizioni di Pasqua in Calabria

Pasqua in Calabria

Una delle festività più sentite in Calabria è la Pasqua, in alcuni luoghi addirittura ancora più del Natale.

Di sicuro una delle ragioni del successo dei festeggiamenti pasquali, risiede nella grande religiosità della popolazione calabrese, ma non dimentichiamo il fatto che in Calabria le tradizioni popolari sono davvero molto radicate.

La Pasqua è il periodo in cui si organizzano diverse manifestazioni folkloristiche che affondano le proprie radici nella tradizione pre-cristiana.

Quasi in ogni paese vengono organizzate delle manifestazioni pasquali secondo le usanze del posto: processioni, veglie, benedizione dei sepolcri, feste popolari…

Inoltre, a Pasqua, i calabresi amano preparare dolci tradizionali molto gustosi e dal grande valore simbolico, come i cuculi, anche chiamati cuzzupe o cuddhuraci, le nepitelle, i mostaccioli, i crustuli, i cici arbereshe ed i jaluni grecanici.

Per quanto concerne invece le tradizioni popolari, queste si svolgono principalmente tra il giovedì santo e la domenica di Pasqua. Il filo conduttore delle cerimonie è il dolore per la morte del Signore e ciò si traduce in nenie struggenti che fanno da sottofondo musicale alle rappresentazioni: a Decollatura (Catanzaro), ad esempio, questi particolari canti funebri sono chiamati “u chiantu de Maria”, ed accompagnano la processione delle statue.

Molte tradizioni calabresi legate alla Pasqua sono incentrate sulle processioni: sono portate in spalla dalle confraternite le statue o le “vare”.
Portare le statue, nell’Affruntata o nelle normali processioni di Pasqua, è un onore a cui i calabresi tengono molto.
A volte, a fare da portantini ai Santi sono esponenti di famiglie importanti del paese e il privilegio è acquisito nel tempo e tramandato da generazioni.
In altri casi, come a Dasà e a Sant’Onofrio in provincia di Vibo Valentia, si svolge l’Incanto, una vera e propria asta per comprare tale onore.
Originale è ciò che avviene a Sambiase, dove ogni statua è portata da rappresentati di una categoria sociale: Gesù nella vara dai religiosi, Gesù nell’orto dai contadini, Gesù alla colonna dai muratori, Gesù con la corona di spine dai barbieri, il Crocifisso dai falegnami e San Giovanni dagli impiegati.

A Briatico (Vibo Valentia), e in altri posti della Calabria, viene portata in solenne processione la Vara, una sorta di portantina che rappresenta la bara del Cristo Morto. La processione è preceduta da un compaesano in tunica che porta una pesante croce di legno sulle spalle.

A Satriano (Catanzaro), invece, questa parte della cerimonia vede la presenza non del Cristo bensì del Cireneo, che trascina la croce tra due ali di folla che prega e suona le “Traccette”, strumenti di musica popolare in legno.

A Cerchiara di Calabria (Cosenza) è portata in spalla dai fedeli la statua di San Giovanni Evangelista, preceduta dall’esposizione di un gallo vivo, simbolo pagano di forza e rigogliosità.

A Vazzano (Vibo Valentia) i protagonisti del corteo pasquale sono i frati membri della locale congregazione, che per l’occasione indossano una corona di spine e si incatenano le mani, mentre i fedeli disegnano il loro percorso tenendo in mano torce accese realizzate con fiori raccolti in montagna.

Il rito della fiaccolata di Pasqua è presente anche nella tradizione di Pizzo Calabro, dove si porta in processione la statua della Madonna Addolorata che, simbolicamente, si reca al sepolcro del Figlio.

La rappresentazione della vicenda evangelica attraverso le statue in Calabria trova l’espressione più caratteristica nella cosiddetta “Affruntata”, cerimonia tipica delle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. L’Affruntata consiste nel portare in solenne processione le statue di Gesù, di San Giovanni e della Madonna, quest’ultima coperta da un velo nero in segno di lutto. Le statue vengono avvicinate e riallontanate più volte al fine di riprodurre l’episodio dell’annuncio della Resurrezione di Cristo. Questi movimenti sono piuttosto semplici, ma c’è l’usanza di velocizzare i movimenti ad ogni ripetizione e poiché le statue sono piuttosto pesanti e la folla attorno, a volte gli spostamenti non sono agevoli: se qualcosa va storto, ciò viene interpretato dalla cittadinanza come un cattivo presagio.

A Cassano allo Ionio, la Pasqua è celebrata al suono delle “Buccine”, sottili strumenti a fiato simili a trombe ricurve, e delle “Troccole”, strumenti popolari in legno, che accompagnano la sfilata delle verginedde (bambine in tunica), guidate da una donna vestita di bianco e incappucciata che trascina una pesante catena, e dei “Disciplini”, uomini in bianco anche loro incappucciati, che si percuotono con un flagello di metallo.

L’autoflagellazione è alla base del più noto rito pasquale in Calabria, quello dei Vattienti di Nocera Terinese: uomini con le gambe scoperte si percuotono con violenza le cosce con uno strumento chiamato “cardo”, fino a sanguinare copiosamente. Lo spettacolo che ne scaturisce non è adatto a tutti e può facilmente impressionare, ma è una delle tradizioni pasquali calabresi più conosciute.

Anche Mammola conserva scrupolosamente le tradizioni dei suggestivi riti di Pasqua, in particolare delle due Processioni religiose più antiche della storia calabrese, diventati da secoli un appuntamento che ogni anno toccano profondamente il cuore di centinaia di fedeli.
La mattina della Domenica delle Palme, si ha la benedizione delle Palme e degli Ulivi nella Piazzetta antistante la Chiesa Annunziata, e poi la breve Processione arriva fino alla Chiesa Matrice per la celebrazione della Santa Messa.
Il Giovedì Santo, comincia a prepararsi qualche mese prima, con la semina, nelle abitazioni dei fedeli, di lupini, grano, ceci, mais, orzo, perché germoglino, per essere pronti da portare nelle Chiese per l’allestimento dei Santi Sepolcri. Molti fedeli dopo la visita dei Santi Sepolcri si recano al Monte Calvario che con tanta devozione intonano i canti della Passione.
Nel pomeriggio nella Chiesa Matrice viene celebrata la Santa Messa con la lavanda dei piedi ai rappresentanti delle due Confraternite, dell’Annunziata e del S.S. Rosario in abiti tradizionali, che rappresentano i dodici Apostoli, alla fine viene distribuito il pane in ricordo dell’Ultima Cena.
La Processione del Venerdì Santo è molto suggestiva e toccante. È il giorno più atteso della Pasqua. Durante il pomeriggio, tutti i fedeli del paese e turisti seguono la processione della Madonna Addolorata e del Cristo Morto portati dalle due Confraternite, lungo la strada in salita che porta al Monte Calvario, posizionato sul cucuzzolo del paese. Lungo il tragitto vengono letti gli episodi della Via Crucis e cantati i versi della Passione.
Il Sabato Santo, nel cuore della notte, sul piazzale davanti alla Chiesa Matrice, viene acceso un grande fuoco, che viene benedetto, così come avviene pure per l’acqua. Durante la Messa di mezzanotte si ripete, con partecipazione festosa dai fedeli, l’evento suggestivo della Resurrezione di Gesù Cristo.
La Domenica di Pasqua, dopo la Messa, partono due Processioni contemporaneamente ma per due vie diverse: una con la statua del Cristo Risorto e l’altra con la Madonna del Rosario coperta interamente da un velo luttuoso di colore viola. Le due statue, vengono trasportati in spalla e appena giunte da due parti opposte nella vastissima Piazza Ferrari, iniziano la corsa per la “Sbelata”. Nel momento dell’incontro col Figlio, il velo viola della Madonna scompare.
Il ritorno a casa dei fedeli è caratterizzato da un’altra tradizione: la degustazione della “sguta”.

A Badolato Superiore (Catanzaro), la Settimana Santa ha inizio la mattinata del Lunedì Santo con la visita al Santissimo, esposto alla Chiesa Matrice del SS. Salvatore, da parte della Confraternita di S. Caterina D’Alessandria. Il martedì e il mercoledì Santo continuano le visite da parte delle altre confraternite, in particolare con la fratellanza dell’Immacolata e del SS. Rosario.
Il Giovedì Santo è dedicato alla preparazione della Cena Domini nella Chiesa Madre con la vestizione degli Apostoli, la rappresentazione dell’Ultima Cena e con la consegna ai fedeli del Pane Benedetto.
Il Venerdì Santo le chiese sono parate a lutto: le campane rimangono mute e si sente soltanto il suono antico dei “toccareri” che preannuncia la morte di Gesù Cristo.
La Domenica di Pasqua per Badolato avviene “La Cumprùnta”, l’Incontro in piazza S. Barbara tra il Cristo Risorto e sua Madre.
La Cumprunta rappresenta un momento particolarmente importante nelle tradizioni e nella pietà popolare e vede coinvolte anche qui, due delle tre Confraternite con i loro stendardi, i tamburi che suonano a festa e tantissima gente che da ogni dove viene ad assistere commossa alla sacra rappresentazione.
Finita la processione, si assiste al “Ballo degli Stendardi”: l’asta viene innalzata e fatta poggiare sulla mandibola di un confratello che con destrezza e maestria riesce a mantenerla in perfetto equilibrio per molti minuti, addirittura ballando e saltellando al ritmo dei tamburi.
Questa danza è molto significativa e rappresenta il rito propiziatorio d’augurio e di auspicio che la buona riuscita della Cumprùnta esercita ed ha per tutto l’anno.

Cannariculi

Cannariculi

Ingredienti per i Cannariculi:

  • 400 gr di Farina Bianca 00
  • 100 gr Confettini Colorati
  • Vino Cotto
  • Miele Raffinato
  • Olio d’oliva
  • Sale

Preparazione della ricetta Cannariculi:

  1. Versate la farina sulla spianatoia, unite un pizzico di sale e tanto vino cotto quanto ne occorre per avere una pasta della consistenza di quella del pane.
  2. Lavorate bene l’impasto e poi ricavate dei bastoncini della dimensione di una grossa matita, lunghi circa 5 cm. (In alternativa potete dare ai vostri cannariculi la forma che più desiderate).
  3. Friggete i cannariculi in abbondante olio d’oliva bollente, quindi scolateli ed immergeteli in miele diluito sul fuoco con poca acqua calda.
  4. Con una forchetta estraeteli dal miele e cospargeteli con i confettini colorati.
  5. Man mano che i cannariculi sono pronti, disponeteli in un piatto di portata piano e serviteli quando saranno freddi.

 

Crustuli calabresi – Chiacchiere

Chiacchiere - Crustuli Calabresi

Ingredienti per i Crustuli calabresi:

  • 500 gr di farina
  • 3 uova
  • 100 gr di zucchero
  • 125 gr di burro o margarina
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • Buccia di 1 limone grattugiata
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 lt di olio per friggere
  • Zucchero a velo per decorare

Preparazione della ricetta Crustuli calabresi:

  1. Disporre la farina sulla spianatoia con il lievito.
  2. Sciogliere la margarina in un pentolino a fuoco lento.
  3. Grattugiare la scorza del limone.
  4. Fare un buco al centro alla farina, unire le uova e lo zucchero.
  5. Mescolare gli ingredienti, aggiungere la scorza grattugiata e il succo di limone e la margarina (o il burro) sciolto precedentemente in un pentolino.
  6. Lavorare l’impasto e formare dei panetti.
  7. Stendere la pasta in sfoglie circolari. Con una rotella tagliare dei rettangoli, e farvi un taglio al centro.
  8. Introdurre una delle estremità del rettangolo nel buco e formare dei nodini.
  9. Nel frattempo versare in una padella larga l’olio per friggere.
  10. Una volta raggiunta la temperatura ottimale buttarvi le chiacchiere.
  11. Lasciarle friggere a fuoco moderato fino a raggiungere la doratura.
  12. A fine cottura ponete le chiacchiere in un piatto e spolverizzatele con lo zucchero a velo.

 

Taralli dolci di San Biagio

Taralli dolci di San Biagio

Ingredienti per i Taralli dolci di San Biagio:

  • 500 gr di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo
  • 130 gr di zucchero
  • 15 gr di lievito di birra
  • 250 gr di latte
  • 1 cucchiaio di semi di anice
  • 60 gr d’olio di semi di girasole
  • latte qb da spennellare sopra

Preparazione della ricetta Taralli dolci di San Biagio:

  1. In una ciotola mescolare la farina, il sale, l’olio, lo zucchero e l’uovo.
  2. Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido e versarlo nel composto precedente.
  3. Mescolare il tutto e lasciare riposare nella ciotola coperta con un canovaccio per 2 ore.
  4. Dopo la lievitazione, formare con l’impasto i taralli, coprirli e farli lievitare per un’altra ora. Passata l’ora, spennellare i taralli con il latte ed infornare in una teglia con carta da forno a 180° per 30 minuti.

 

Petrali Calabresi

Petrali Calabresi

Ingredienti per i Petrali Calabresi:

  • 1,5 kg di farina 00
  • 400 gr di zucchero
  • 250 gr di strutto
  • 4 uova
  • 5 gr di ammoniaca per dolci
  • 1 kg di fichi secchi
  • 500 gr di mandorle sgusciate
  • 250 gr di noci sgusciate
  • 1 kg di miele
  • due bicchieri di vino cotto, o di caffé
  • 50 gr di cedro candito
  • buccia d’arancia, chiodì di garofano e cannella
  • glassa banca, nera o di alchermes

Preparazione della ricetta Petrali Calabresi:

  1. Pulire dai peducoli i fichi secchi e calarli in acqua bollente, tenendoli per tre o quattro minuti.
  2. Asciugarli, tagliateli con un coltello a pezzetti sottili e poneteli poi in una zuppiera. Sbollentate pure le mandorle e le noci, sbucciatele e fatele tostare per qualche minuto in una teglia. Aggiungete le mandorle e le noci ai fichi, aggiungere il miele, ricavandone un impasto omogeneo.
  3. Aggiungere il cedro candito e la buccia di arancia a pezzetti, i chiodi di garofano e la cannella.
  4. Riporre l’impasto in una pentola, e unire il vino cotto o il caffè.
  5. Tenendo la fiamma al minimo, mescolare di continuo per circa cinque minuti.
  6. Togliere dal fuoco e riporre il composto nella zuppiera, lasciandolo riposare per dodici ore.
  7. Preparare la pasta esterna disponendo a fontana la farina sulla spianatoia ed amalgamarvi le uova, lo zucchero, lo strutto e l’ammonica.
  8. Quando la pasta sarà sufficientemente lavorata ed omogenea, tirare una sfoglia alta 2 cm circa e, con l’ausilio di un bicchiere, ricavarne dei tondini del diametro di circa 7 – 8 cm.
  9. Riporre una cucchiaiata di composto di fichi su ogni tondino, bagnare leggermente i bordi con un dito inumidito e ripiegare in due il tondino in modo da formare una mezza luna.
  10. Sigillare i bordi esercitando una leggera pressione con i denti di una forchetta.
  11. Ungere una teglia con un pò di strutto e disporvi sopra i petrali calabresi.
  12. Infornare a 180° per circa mezzora.
  13. Sfornare i pertrali e farli raffreddare.
  14. Decorare con una glassa bianca, al cioccolato o all’achernes. Sopra è possibile decorare con confettini di zucchero o a piacere. E’ anche possibile non glassare i petrali.

 

Bocconotti Calabresi

Bocconotti calabresi

Ingredienti per i Bocconotti Calabresi:

  • 500 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero
  • 150 gr di strutto
  •  3 uova
  •  1 bustina di lievito
  •  1 bustina di vanillina
  •  marmellata di bergamotto qb
  •  confettura di fichi qb
  •  zucchero a velo per decorare

Preparazione della ricetta Bocconotti Calabresi:

  1. Setacciare la farina e disporla sulla spianatoia formando un buco al centro, nel quale aggiungere uno per volta gli altri ingredienti.
  2. Iniziare aggiungendo il lievito e la vanillina setacciati.
  3. Proseguire aggiungendo le uova, amalgamandole con una forchetta.
  4. Aggiungere lo zucchero e lo strutto ed impastare il tutto con le mani, fino ad ottenere un panetto omogeneo.
  5. Prelevare metà impasto e stenderlo con il matterello in modo da ottenere una sfoglia di circa 1/2 cm.
  6. Ritagliare dei quadrati di sfoglia ed inserirli nelle formine di alluminio, precedentemente imburrate ed infarinate, facendo aderire l’impasto lungo i bordi ed eliminando l’eccesso.
  7. Riempire le formine con uno o due cucchiaini di confettura, alternando i due gusti.
  8. Richiudere sovrapponendo un altro ritaglio di sfoglia.
  9. Schiacciare delicatamente lungo il perimetro, in modo da far aderire con lo strato di pasta sottostante ed anche in questo caso ritagliare l’eccesso.
  10. Proseguire fino ad aver terminato tutto l’impasto, disporre le formine su una teglia ed infornare a 180° per circa 20 minuti.
  11. Far raffreddare i bocconotti calabresi prima di estrarli dalle formine e spolverizzarli con dello zucchero a velo prima di servirli.

 

Susumelle di San Martino

Susumelle di San Martino

Ingredienti per le Susumelle di San Martino:

  • 700 gr di farina
  • 300 gr di miele
  • 200 gr di zucchero
  • 100 gr di arance candite
  • 10 gr di bicarbonato
  • 125 gr di acqua
  • 1 gr di cannella
  • 1 gr di chiodi di garofano
  • 300 gr di cioccolato fondente

Preparazione della ricetta Susumelle di San Martino

  1. Unire in una ciotola capiente il miele, lo zucchero e le arance candite.
  2. Aggiungere la cannella e i chiodi di garofano, il bicarbonato ed infine l’acqua e la farina.
    Impastare bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  3. Formare dei bastoncini circolari di 8 cm circa con le punte sottili e schiacciarli col palmo della mano.
    Infornare a 200°C per circa 10 minuti.
    Far intiepidire.
  4. Nel frattempo, sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
  5. Glassare le susumelle.

 

N.B.: È possibile dare le forme e decorare a piacere le susumelle.