A Carfizzi il Parco Letterario dedicato a Carmine Abate

Abate - Carfizzi

A Carfizzi, nell’entroterra crotonese, nasce il primo Parco Letterario dedicato ad uno scrittore vivente.

Si tratta del calabrese Carmine Abate, uno dei migliori narratori contemporanei italiani, che sta riscuotendo un notevole successo anche all’estero. I temi prevalenti nelle opere di narrativa di Abate sono il ricordo delle tradizioni culturali di origine, soprattutto delle piccole comunità arbëreshë, e l’incontro con le popolazioni che risiedono laddove più forte è l’emigrazione del Meridione.

Cosa sono i Parchi Letterari?
Sono spazi fisici o mentali che hanno ispirato le opere di grandi scrittori. Si differenziano da quelli naturali per il fatto che non hanno confini. Il Parco Letterario può comprendere uno i più luoghi: ruderi, case, centri storici, sentieri, vecchie strade dentro o fuori dagli agglomerati abitativi… In tale spazio vanno salvaguardate le esperienze visive ed emozionali dell’autore, con attività che stimolino curiosità e fantasia. Si deve poter effettuare ogni tipo di intervento atto a ripristinare il ricordo del letterato o della sua ispirazione, tenendo conto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni di chi vive nel luogo.

Come sarà strutturato il Parco Letterario di Carfizzi?
Ci sarà una sede centrale in una vecchia casa signorile, già Centro Sociale, che stanno finendo di ristrutturare in funzione del Parco. Accoglierà tutte le varie edizioni dei libri di Abate in cui è contenuta la storia del paese, dalla sua fondazione per opera di profughi albanesi, alla fine del Quattrocento, fino ai giorni nostri, passando dalle occupazioni delle terre all’emigrazione. Ci sarà una sala multimediale, dove si potranno vedere dei filmati o interviste, sfogliare gli e-book e altri materiali iconografici in touch screen; una sala con un’esposizione fotografica e un mosaico creato ad hoc; una biblioteca e un percorso didattico per le visite degli studenti.

Oltre ai libri di Carmine Abate, saranno raccolti tutti gli articoli sull’autore e i libri più rari e tradotti.

Saranno compresi nel Parco Letterario i luoghi più importanti e simbolici che potranno essere raggiunti attraverso dei percorsi davvero affascinanti e  in ogni luogo sarà presente una targa di metallo con una frase dell’autore che lo riguarda.

La prima reazione di Abate, quando ha ricevuto la notizia del Parco Letterario a lui dedicato, è stata di stupore.

In un’intervista ha anche detto di aver iniziato a fare i debiti scongiuri: essendo il primo Parco Letterario dedicato ad uno scrittore vivente c’è il vantaggio che il parco è proiettato al futuro dal momento che Abate ha dei nuovi progetti in cantiere.

Questa è una notizia davvero importante per la cultura calabrese.

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Santuario della Madonna di Polsi

Nel comune di San Luca, presso la frazione di Polsi, in provincia di Reggio Calabria, si trova il Santuario della Madonna di Polsi, anche noto come “Santuario da Madonna da Muntagna” in dialetto reggino.

Il Santuario sorge ai piedi di Montalto, in una vallata nel cuore dell’Aspromonte attraversata dalla fiumara del Bonamico.

Vi sono diverse leggende che si tramandano sulla nascita del Santuario della Madonna di Polsi.

Una di queste narra che, nel IX secolo, alcuni monaci bizantini in fuga dalla Sicilia a causa delle incursioni saracene, giunsero nel cuore dell’Aspromonte e vi fondarono una piccola colonia e una chiesa.

Un’altra leggenda, invece, narra che nell’XI secolo un pastore originario di Santa Caterina d’Aspromonte, era alla ricerca di uno dei suoi tori che si era smarrito nella zona di Nardello. Il pastore ritrovò l’animale intento a dissotterrare una croce di ferro e in quel momento gli apparve la Madonna con il Bambino che disse “Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi.”
Il Santuario fu eretto proprio nel punto in cui fu rinvenuta la strana Croce di ferro, che tutt’oggi è conservata all’interno del Santuario.

Il Santuario subì un lento e graduale declino fino al secolo XVII.
Durante la prima metà di questo secolo, il Vescovo di Gerace Idelfonso del Tufo iniziò un’ispirata opera di rinascita culturale e religiosa a favore del Santuario: programmò ed eseguì una serie di lavori e ricostruzioni che in breve cambiarono radicalmente il luogo. Ingrandì la chiesa e la rese più accogliente, impreziosendola con stucchi e decorazioni, secondo l’uso del tempo.
Il Vescovo riuscì a trasformare una piccola e modesta chiesetta di campagna in un vero tempio mariano, conservandone però il campanile bizantino.
Il Santuario ritrovò lo splendore spirituale delle origini e divenne il santuario più conosciuto della Calabria.

I giorni in cui si festeggia all’interno del Santuario sono diversi.
Il 22 agosto di ogni anno, viene effettuata la partenza della carovana a piedi da San Luca e si inizia la novena in onore della Madonna.
Il 2 settembre è il giorno della solenne festa della Madonna di Polsi.
Il 14 settembre di ogni anno si festeggia invece la Santa Croce di Polsi.
Inoltre, ogni 25 anni, in data 2 settembre, viene effettuata l’Incoronazione della Madonna di Polsi. L’ultima incoronazione è stata effettuata il 2 settembre 2006.

La festa della Madonna di Polsi ha inizio con la processione della statua della Madonna che viene portata su di un camion in piena notte, sostenuta dai “Viva Maria” gridati dai fedeli. La processione prosegue per le poche vie di Polsi con la statua portata in spalla dai confratelli pescatori di Bagnara.
Il tratto che precede l’arrivo al Santuario viene effettuato dai portantini di corsa.

Giunti al Santuario, vi sono le donne che percorrono la navata centrale in ginocchio e battendosi il petto.

Terminata la confessione e l’eucarestia, viene dato un ultimo saluto alla Madonna e vengono offerti gli ex-voto.

Da tradizione, l’ultima notte di festa, i pellegrini dormono all’interno del Santuario.

Oggi i pellegrini esprimono la loro devozione con i canti e le tarantelle che precedono e seguono la celebrazione della messa, e con i doni votivi.

Tra questi è tipico di Polsi che i genitori di bambini scampati a gravi malattie spoglino la loro creatura sull’altare della Madonna e regalino al Santuario il vestitino assieme a oggetti d’oro o somme di denaro.

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