Sibari – Cosenza

Sibari è una frazione del comune di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, la cui economia è prevalentemente basata sul turismo.

Fu fondata nel 720 a.C. da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso, tra i fiumi Crati e Coscile (che un tempo avevano due foci separate, ma nel 510 a.C. la foce del fiume Crati fu deviata a seguito della vittoria da parte dei crotoniati della battaglia del Traente, affinché il fiume passasse sopra le rovine della città sconfitta).
Nel 510 a.C., dopo una guerra durata 70 giorni, i Crotoniati assediarono la città, la saccheggiarono e distrussero la polis dopo 210 anni di vita.
Per circa mezzo secolo risultarono vani i tentativi di ricostruzione della città per via delle continue opposizioni di Kroton.
Nel 444 a.C. venne fondata una nuova colonia, Thurii, nelle vicinanze della fonte Thuria.
Presto scoppiano i contrasti fra i vecchi Sibariti e i nuovi arrivati e i secondi, più forti e numerosi, costrinsero i vecchi ad abbandonare la città.
L’esistenza di Thurii fu tormentata, oltre che da discordie interne, anche dall’ostilità dei Lucani che tentarono di opporsi alla sua espansione. Thurii riuscì a mantenere la sua indipendenza fino al 282 a.C. quando Lucani e Brettii ottennero da Roma un presidio armato.
Sibari-Thurii partecipò alle guerre puniche contro i Cartaginesi e, a fianco dei Romani, divenne sede di una colonia militare romana nel 194 a.C.
Dopo un lungo periodo di pace, durante il quale la città fu quasi interamente ricostruita secondo le necessità dei romani, nel 597 d.C. fu definitivamente distrutta dai Longobardi. Per qualche decennio pastori nomadi occuparono quello che restava delle abitazioni, utilizzandole come rifugio invernale per famiglie e greggi.

Nei secoli successivi le continue alluvioni e i movimenti bradisismici della crosta terrestre hanno trascinato le vestigia della città a più di 5 metri di profondità.

A partire dal 1888, l’interesse per le vestigia ancora ignote e misteriose delle tre città sovrapposte (Sibari, Thurii e Copia) e delle loro vicende, ha permesso di localizzare il sito e di iniziare gli scavi.

Le varie problematiche inerenti gli scavi, come lo spessore degli strati alluvionali che ricoprono le strutture antiche e le fasi di sovrapposizione delle tre città, inducono ad un’accurata programmazione degli interventi archeologici.
In particolare, una forte alluvione ad inizio 2013, ha provocato un allagamento all’area archeologica di Sibari e 20 mila metri cubi d’acqua hanno coperto interamente il parco archeologico.
I resti della città testimoniano inequivocabilmente l’impianto razionale ellenistico di Ippodamo di Mileto, con strade che s’intersecano ortogonalmente.

Il Parco archeologico di Sibari è il sito di una delle più ricche e importanti città della Magna Grecia.
L’area del parco archeologico è divisa in settori, ognuno dei quali è identificato con il nome del cantiere di scavo: Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casabianca, Stombi.
Tutti i settori, tranne quello di Stombi, sono visitabili. Bisogna però tener presente che, tranne poche eccezioni, i livelli più profondi e quindi più antichi non sono visibili e che quanto è in luce rappresenta la fase più recente, cioè quella della città romana di Copia.

Nella zona del “Parco del Cavallo” vi sono i resti più significativi che risalgono all’età romana. Si tratta di un quartiere organizzato in due grandi plateiai e un teatro.
Nelle zone “Prolungamento Strada” e “Casa Bianca” si trovano altre sezioni. In particolare, nella zona “Casa Bianca” si trova una zona edificata nel IV secolo a.C., con una torre circolare.
Stombi infine mostra una zona urbana a insediamento misto, solo in parte riedificata dopo il 510 a.C., con alcune fondazioni di età arcaica, tra cui un edificio, pozzi e fornaci.

I Laghi di Sibari.
Sibari viene comunemente definita “La piccola Venezia” per via dell’area residenziale dei “Laghi di Sibari”. Si tratta di un’oasi verde, creata su laghi artificiali di bonifica, circondata dall’azzurro del mar Ionio. I laghi furono realizzati dalla bonifica di una palude per volontà di imprenditori friulani a cavallo degli anni ’70-’80, con un sistema a darsene e villette a schiera di tipologia terra-mare. Recentemente, nell’estate 2000, ha ottenuto la bandiera blu dell’Unione Europea. I Laghi di Sibari vantano il Centro Nautico più rilevante nel bacino del Mediterraneo, di livello internazionale.

Ogni anno a Sibari, adiacente alla chiesa della Madonna delle Grazie di Sibari, viene allestito un presepe vivente molto caratteristico. Alla mezzanotte del 24 dicembre di ogni anno, un neonato viene adagiato nella mangiatoia e viene celebrata la Messa. Accanto alla tradizionale capanna ci sono botteghe che richiamano gli antichi mestieri e dove gli artigiani usano attrezzi rudimentali. Per l’occasione di questo evento sono preparati i visinieddi e i turdilli.

Fiorenti sono la lavorazione della porcellana e la tessitura di tappeti.

Ufficio di Promozione Turistica Comunale – Cassano allo Ionio
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Parco archeologico di Sibari
Strada Statale Ionica Km, 24, Cassano Allo Ionio Cosenza
Tel. 0981 79391