Scilla

Scilla è uno dei borghi più belli e caratteristici, rilevante località turistica e balneare a nord di Reggio Calabria, meta di artisti in ogni epoca e di ogni nazionalità.

Il Promontorio Scillèo è proteso sullo Stretto di Messina, che anticamente veniva infatti denominato Stretto di Scilla.

Le origini di Scilla sono antichissime, confuse tra mitologia, storia, racconti e poetiche immagini alimentate per millenni dalla suggestività dell’ambiente naturale.

Una delle tante leggende arriva da Pausania (scrittore, viaggiatore e geografo greco del II secolo d.C) che racconta che Scilla, figlia di Niso, re di Megara, aiutò il re Minosse contro il proprio padre, permettendogli di conquistare delle terre che erano sotto il suo dominio con l’intento di diventare sua sposa, ma il vincitore poi rifiutò di sposarla e l’abbandonò alle onde del mare, che ne portarono il corpo ai piedi del promontorio a cui fu dato il nome dell’infelice fanciulla : Scilla.

Tra le tante leggende, gli storici hanno individuato il primo nucleo abitato di Scilla, che risalirebbe ai tempi della guerra di Troia: si trattava di qualche villaggio di pescatori, ma la prima fortificazione si fa risalire agli inizi del V secolo a.C.

Nel 493 a.C.  Anassila il giovane, per far terminare i continui assalti da parte dei pirati Tirreni ai commerci della città di Reggio, si mosse contro di loro con un forte esercito, sconfiggendo e scacciando i pirati e costringendoli a rifugiarsi tra gli scogli e l’alta rocca della costa scillese, che costituivano un rifugio naturale ideale per la sua inaccessibilità. Espertissimi nella navigazione, i Tirreni avevano dominato a lungo da incontrastati padroni le rotte del Mediterraneo, esercitando il proprio predominio soprattutto nello Stretto, grazie proprio alla posizione strategica della rupe scillese. Più tardi però, vennero sconfitti dai reggini con una vittoria che segnò un momento significativo nella storia di Scilla: dopo aver liberato lo stretto dalle scorribande dei pirati, i tiranni di Reggio fortificarono la rupe costruendo una rocca che serviva da fortificazione contro ogni attacco dei pirati e di qualsiasi altro invasore. Inoltre Anassila realizzò una “stazione delle navi” a Punta Pacì, facendo costruire un porto dotato di un saldo presidio militare.

Nel 1255, Pietro Ruffo fortificò ulteriormente le rocca assegnandovi un presidio, mentre nel XIII secolo il castello fu ulteriormente fortificato da Carlo d’Angiò e ancora oggi si erge sul promontorio che divide le due spiagge di Marina Grande e di Chianalea.

Alla fine del II secolo a.C., durante le guerre dei Romani contro i Tarantini sostenuti da Pirro, e particolarmente le prime due guerre puniche, i Cartaginesi che avevano stretto alleanza con i Bretti e circolavano liberamente lungo le coste reggine, furono fermati nella loro ascesa grazie alla coraggiosa resistenza opposta loro dalla fortificata città di Scilla, alleata di Roma.

L’importanza della Scilla latina cominciò a decadere subito dopo la conquista romana delle terre siciliane quando, dopo Reggio e Siracusa, Messina assurse al ruolo di nuovo caposaldo per il controllo dello Stretto.

Tuttavia Scilla, posta all’imbocco settentrionale del canale, continuò a costituire un’importante tappa d’approdo lungo la costa tirrenica continentale, e nel 73 a.C., durante la guerra condotta dai romani contro gli schiavi e la cittadina pare sia stata scelta da Spartaco, a capo dei ribelli, per accamparsi in attesa di poter attraversare lo Stretto.

Ai primi monaci basiliani gli storici attribuiscono, in epoca bizantina, la fondazione del Monastero e della chiesa di San Pancrazio, tra l’VIII e il IX secolo d.C., fortificati per volontà della stessa Bisanzio, che aveva affidato ai Padri il compito di difesa delle coste dello Stretto.

Il terremoto del 1783 rappresenta un momento importante nella storia di Scilla per la particolarità con la quale si abbatté sulla cittadina e anche perché rappresentò la fine dello sviluppo economico che Scilla ebbe lungo tutto il ‘700.

Oggi Scilla è formata da 4 quartieri:

  • San Giorgio: il centro vero e proprio, dove hanno sede il palazzo comunale e la chiesa di San Rocco, patrono di Scilla;
  • Jeracari: l’espansione più recente del centro abitato, formata circa trent’anni fa sede deil Campo sportivo comunale. Il quartiere è separato dal centro storico da una piccola zona disabitata e dal cimitero. Zona un tempo ricca di vigneti, in tempi recenti vi sono stati costruiti molti condomini;
  • Marina Grande: la zona della spiaggia, delimitata a sud e a nord da due imponenti costoni di roccia e separata dal centro da una scogliera a strapiombo. Vi ha sede la Chiesa cinquecentesca dello Spirito Santo;
  • Chianalea: zona costiera situata sul versante settentrionale della scogliera che ospita il castello che la divide da Marina Grande. Offre solo pochi metri di spiaggia, essendo quasi tutta la sua costa costituita da scogli e rocce che rendono difficile entrare in acqua. Soprannominata “piccola Venezia del Sud” per via delle numerose case costruite a ridosso del mare.

Sono frazioni del comune di Scilla:

  • Favazzina, situata sulla costa tirrenica, piccola e accogliente stazione balneare;
  • Melia, in cui sono fiorenti l’agricoltura e l’allevamento, è situata a circa 800 m d’altezza;
  • Solano Superiore, situata alle pendici dell’Aspromonte, molto apprezzata per la mitezza del clima durante il periodo estivo.

I periodi migliori per visitare Scilla sono luglio e agosto: a Scilla il visitatore potrà godere di un mare dai riflessi violacei, terso e caldo, di un panorama straordinario con l’imboccatura dello Stretto a Sud e le isole Eolie ad Ovest, e delle bellezze artistiche delle chiese.

A Melia, frazione di Scilla ad un’altezza di circa 600 metri dal mare, si trovano le suggestive Grotte di Tremusa, uno dei pochi siti di interesse speleologico della Calabria.

Tra i boschi di castagno, appare questo residuo del mare Pleistocenico: 2.588 milioni di anni fa queste montagne erano fondo marino. Le conchiglie di Pecten fossilizzate, tipiche dei bassi e caldi fondali marini, ricoprono le pareti delle grotte.  L’azione acidula delle acque sorgive, insieme alla presenza del calcio derivante dalle numerosissime conchiglie presenti nel terreno, ha creato queste  cavità ricche di stallatiti e stalagmiti. Le Grotte attualmente appaiano in un anfiteatro di qualche decina di metri, sprofondato per pochi metri nel terreno circostante, che forse rappresenta quello che resta di antiche grotte una volta crollata la volta.
Alberi e rampicanti avvolgono questo anfratto e nascondono le aperture più piccole.
L’ingresso si presenta a forma semicircolare, con una serie di imbocchi tra loro ravvicinati che permettono di accedere ai settori  più interni.
La presenza di colonnati è una caratteristica che connota l’intera grotta. Questi sono presenti ovunque, anche nei settori più profondi della cavità, rendendo il percorso interno simile ad un labirinto. Nel vano di sinistra l’ambiente iniziale permette di avanzare in un primo momento in posizione eretta. Nel vano di destra invece, l’andamento è da subito condizionato dagli ambienti ristretti.
Nell’area antistante le Grotte vi è un area attrezzata per i picnic.

Per info:
Comune di Scilla
Piazza San Rocco
Tel: 0965 754003