Paola, Cosenza


Paola
è un comune calabrese della provincia di Cosenza, principalmente conosciuto per aver dato i natali a San Francesco di Paola.

La presenza del mare, la bellezza dei rilievi montuosi nelle vicinanze e soprattutto la presenza del Santuario dedicato a San Francesco di Paola, fanno si che la cittadina sia una meta turistica degna di rilievo.

Le origini della città di Paola sono assai remote e confuse: nessuno storico è riuscito a stabilirne con precisione il periodo di fondazione, né l’etimologia del nome.
Alcuni storici sostengono che il nome derivi da Patikos, dall’insediamento di un’antica colonia greca; altri che sia stata fondata dal console romano Lucio Emilio Paolo e infine, c’è chi ritiene che il nome di Paola deriverebbe dalla parola Pabula, che in latino significa “terra da pascolo”. Da alcuni documenti importanti si è appreso che Paola era un casale di Fuscaldo, ed il suo territorio ricco di vegetazione era usato soprattutto per il pascolo degli animali.

Paola era già stata fondata all’epoca della dominazione romana, come testimoniano le tracce ritrovate nella località Tina. In particolare sono state scoperte tracce di una casa colonica romana risalente all’incirca al II secolo a.C.
La città fu in seguito dominata dai bizantini, fino a quando, a seguito della loro caduta, l’intero Ducato di Calabria fu flagellato dagli islamici. In questo periodo, la Calabria divenne il luogo principale per gli insediamenti dei monaci italo-grechi.
A Paola, i monaci di S. Basilio fondarono due monasteri: uno in località Badia, dedicato a Santa Maria della valle di Giosafat e delle Fosse, l’altro dedicato a San Michele Arcangelo.
Questi centri religiosi avevano una funzione di controllo sulla popolazione locale: il feudatario locale, il potere religioso ed il potere costituito collaboravano per ottenerne il rispetto e la devozione.

Intorno all’anno 1110, fu costruito il “Castello di Paola” ad opera dei Normanni che avevano ottenuto il dominio del territorio. Il Castello fu eretto utilizzando malta e tufo, in una posizione strategica di dominio sulla città, con lo scopo di proteggere i monaci e gli abitanti dai soldati di passaggio.

Sotto il dominio degli aragonesi, Paola ottenne lo status di Città.
Il 2 luglio 1555, la città fu assalita dai Turchi che la saccheggiarono, la incendiarono e assalirono il convento dei Frati Minimi fondato da San Francesco.
La storia si ripeté nell’ottobre del 1806, ad opera dei Francesi che occuparono la città e saccheggiarono ed incendiarono il santuario.
Infine, nel 1809 fu emanata una legge da parte di Gioacchino Murat che soppresse tutti gli ordini religiosi e convertì i conventi ad altro uso. Nel 1815 il santuario fu poi restaurato.

Nel 1982, in zona Cutura, sono stati rinvenuti resti romani di età imperiale. I reperti documentano la presenza di un consistente nucleo abitativo risalente al II o al I secolo d.C. e un impianto produttivo costituito da mulini e frantoi. Tutto il materiale rinvenuto è visibile nel Museo Archeologico della Sibaritide.

Il XVI secolo fu un periodo d’oro per Paola, grazie specialmente a San Francesco, i cui fedeli e devoti provenivano da ogni parte della Calabria. Vi fu un incremento urbanistico notevole: la città si espanse e fu abbellita nei palazzi, nelle strade e nelle fontane.

La monumentale fontana dei Sette Canali, ad opera di artisti locali, sorge ai piedi di una lunga scalinata. Si apre ricordando la coda del pavone (che è simbolo di Paola). È formata da due braccia, le cui pareti hanno a loro volta sette riquadri dai quali fuoriesce l’acqua. Gli scudi in pietra, un po’ consunti dal tempo, raffigurano il simbolo del pavone e lo stemma degli Spinelli, che acquistarono Paola all’inizio del XVI secolo. Le prime notizie sull’esistenza di questa fontana si riscontrano su di una lettera scritta dal marchese di Fuscaldo nel marzo 1563.

Questa non è l’unica fontana monumentale di Paola. Ne furono realizzate altre in punti diversi della città, anche se più modeste, come ad esempio la fontana di Via Duomo e quella in Via Pietra Bianca.
A cinque secoli di distanza dalla nascita delle prime fontane, buona parte dell’interesse artistico dei turisti che visitano Paola, è focalizzato su di esse.

Il Santuario di San Francesco si trova nella parte alta di Paola, in una valle costeggiata dal torrente Isca. All’interno del Santuario sono custodite una parte delle spoglie del Santo.
Davanti al Santuario vi è un ampio piazzale e a destra si trova un arco, tramite il quale si accede alla parte laterale del santuario, in cui si trovano la basilica moderna, inaugurata nel 2000, e la fonte della “cucchiarella” dalla quale sono soliti bere i pellegrini. Accanto alla fonte è esposta una bomba inesplosa, risalente all’agosto 1943, che non danneggiò il Santuario. Continuando si arriva al Ponte del Diavolo e ad un sentiero al termine del quale si trova il luogo di rifugio del Santo nei suoi anni giovanili.

I festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola si svolgono dal 1 al 4 maggio, con diverse processioni a terra e a mare del “busto” del Santo e del mantello.
San Francesco è stato proclamato patrono della Calabria e anche della gente di mare.

Il 21 luglio a Paola si celebra “a vulata“. L’espressione dialettale “Ca capa vulata” si può tradurre con l’espressione italiana “con la testa tra le nuvole”. In calabrese “nu vulatu” è inteso come qualcuno un po’ pazzo. Fino agli anni ottanta questo giorno era caratterizzato da manifesti e scritte allegre e di burla verso le persone del luogo.

Per info:
Proloco Paola
Piazza del Popolo,1
E-mail: info@prolocopaola.it

Comune di Paola
Tel. 0982 58001 – 02 – 03 – 04