Palmi, Reggio Calabria

All’estremità meridionale della Calabria tirrenica, in provincia di Reggio Calabria, è situata la città di Pal­mi, che con un’ordinata geometria di case, di viali e di piazze, si allarga sul piano di un esteso “terrazzo” inciso sul fianco settentrionale del monte Sant’Elia.

Palmi è incastonata a mezza costa tra spiagge basse e sabbiose, sco­gliere alte e rocciose, insenature naturali e si può definire “città di mare e di colle”.

Attraversando la strada statale che da Palmi porta a Reggio Calabria, si giunge al Monte Sant’Elia, ultima parte montuosa della catena Appeninica dell’Aspromonte.
Dai suoi tre terrazzamenti si può godere di uno dei più suggestivi panorami esistenti al mondo: l’occhio umano riesce a scorgere dalla sua cima l’imbocco nord dello Stretto di Messina, nel punto in cui le sponde siciliane sono più vicine a quelle cala­bresi, i due piloni del vecchio elettrodo che univano la Sicilia al Continente e infine lascia senza parole la vista dei due vulcani attivi dell’Etna e dello Stromboli.

Con le vicine spiagge della Marina di Palmi e del Lido di Palmi, la città è un importante stazione balneare anche grazie al suo paesaggio, che ha portato scrittori e poeti a definirla la Terrazza sullo Stretto.

Oltre il territorio comunale, a nord, si estende la seconda zona pianeggiante per ampiezza della Calabria: la Piana di Palmi.

Una parte del territorio comunale rientra nell’elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.

Palmi registra ogni anno una grande affluenza di turisti, soprattutto durante il periodo estivo. Ad attirare sempre più numerosi i visitatori è certamen­te un armonico connubio creato tra le testimonianze storico-culturali presenti nella città e le impareggia­bili bellezze naturalistiche del territorio, completa­mente immerse in un mare limpido e azzurro, a volte delineato da originali venature di color viola, create dal riflettersi delle montagne che, in modo molto ri­pido si gettano nelle limpide acque, caratterizzando questo tratto di costa, denominata, appunto Costa Viola.

In località Pietrenere, notevoli testimonianze storiche si mescolano ad una natura ancora incontaminata, dove le tracce di un’importante passato sono ancora molto presenti. Sulla spiaggia si erge un’anti­ca costruzione realizzata con grigie mura di pietra levigata, il Fortino, che potrebbe essere confuso con un piccolo castello diroccato. Dalle viscere dell’edificio spunta uno scoglio dentellato e cosparso di vegetazione, di altezza persino maggio­re delle mura.
Costruito nei primi anni del XIX secolo dalle truppe francesi, fece parte di un complesso sistema di fortificazioni militari quando, nel primo decennio dell’800, l’intera zona fu teatro di lotte durissime tra inglesi, francesi e filoborbonici.

Sempre lungo la costa per segnalare l’arrivo dei sara­ceni furono costruite alcune torri di avvista­mento e la “Torre costiera di Taureana” ha resistito allo scorrere del tempo conservandosi in buone condizioni.

Lo Scoglio dell’Ulivo è un simbolo di Palmi: chi visita questo tratto di costa non può non vedere lo scoglio sul quale da decenni si aggrappa un uli­vo, purtroppo seccatosi in seguito ad una violentissima mareggiata negli anni Ottanta, incurvato dal vento.
Lo Scoglio dell’Ulivo è il monumento naturale di questo tratto di costa calabrese: è stato proposto di proteggerlo e vincolarlo come Patrimo­nio dell’Umanità.

Tutta la costa di Palmi, nella quale si trovano la baia della Marinella e la baia della Tonnara, è arricchita da grotte marine e costiere e da scogli.

Le altissime scogliere di Palmi sono ricche di gor­gonie, di relitti e di grotte sommerse.

La grotta più rappresentativa di tutta la zona è la “Grotta delle Si­rene”, denominata così perché una leggenda narra che, ancora oggi, è possibile sentire in questo trat­to di costa, i canti delle Sirene del mitico Ulisse, che attraversò queste acque. La grotta è raggiungibile solamente via mare ed è questo uno dei punti più interessanti della zona dove praticare entusiasman­ti immersioni subacquee, sia per le dimensioni del­l’area che per l’interesse biologico.

Suggestiva da visitare, per gli amanti del mare e del­la natura marina, è la Grotta delle Corvine.

Collocate in un costone di roccia e celate alla vista da una folta vegetazione, sotto la cittadina di Palmi si trovano le Grotte di Macello-Pignarelle. Insedia­mento rupestre di origine bizantina composto da una serie di grotte scavate dai monaci basiliani nel periodo altomedievale che si sviluppano in profon­dità per circa 80 metri, con un’altezza di circa 8-10 metri.
Il complesso monastico, nonostante i numerosi crol­li che si sono susseguiti nei secoli, conserva ancora oggi l’originaria struttura e, all’interno, si possono ammirare le nicchie, i portalampade e i giacigli usati dalle antiche comunità religiose.

A 95 metri sul livello del mare si trova un altro im­portante sito: la Grotta di Trachina, riparo roccioso di tipo carsico e soggetta all’erosione del mare.
A causa di continue frane, l’originaria tipologia è sta­ta danneggiata. Dal 1991 sono stati eseguiti diversi scavi, durante i quali sono stati rinvenuti ossa di vari animali e oggetti di ceramica, che fanno pensare a presenze umane nella grotta già dal periodo medievale.

Il Corso Garibaldi è la principale via cittadina: con i suoi numerosi negozi e le varie at­tività commerciali e ricreative rappresenta, insieme a Via Roma, il più importante “passeggio” palmese.

Salotto della città è Piazza I Maggio, che si trova al centro del corso Garibaldi e che, in molte occasioni, fa da cornice agli eventi organizzati dal­l’Amministrazione Comunale.

In Piazza Municipio si trova il maestoso Monumento ai Caduti: sopra un grande basamento granitico a forma di croce, sono collocati due gruppi scultorei in bron­zo, il primo è costituito da un soldato romano e un fante, mentre il secondo è formato da una donna vestita con abiti da lutto ed una giovane sposa che stringe al seno un bambino. Al centro della base in granito sono poste due gran­di colonne sormontate da due tazze di bronzo dove, in alcune ricorrenze, brucia dell’incenso.

Sempre in questa singolare piazza si trova Palazzo San Nicola, maestosa struttura che ospita la sede del Municipio della Città di Palmi.

Nell’antica Piazza De Nava, oggi nota come Piazza Amendola, si trova un’artistica Fontana: la Fontana della Palma, costruita nel 1922 in stile barocco-berniano moderno.

I monumenti della cittadina ricordano anche illustri personaggi che hanno calcato la storia italiana in molteplici settori.

Ai piedi della collina dello “Spirito Santo”, in Piazza Pentimalli sorge il maestoso Mausoleo dedicato al più illustre personaggio di Palmi: Francesco Cilea, illustre compositore nato a Palmi nel 1866.

Alla civiltà greca, si rifà il maestoso Anfiteatro che si trova in Contrada Motta. Il Teatro all’aperto può accogliere 1000 posti a sedere nelle sue gradinate ed è posto sul costone del Monte San­t’Elia che degrada verso zona Marinella, da dove si può scorgere uno scenario naturale unico offerto dallo Stretto di Messina e dalle Isole Eolie.

Il fiore all’occhiello della città è certamente la stu­penda Villa Comunale “Giuseppe Mazzini” , inaugu­rata nel settembre 1870 e dichiarata Monumento Nazionale. L’incomparabile scenario che offre è di inestimabile bellezza, tanto da rappresentare un verdeggiante balcone sul Tirreno, dove lo sguardo domina lo Stretto di Messina e il Golfo di Gioia Tauro, con una visuale che va da Capo Vaticano, alle Isole Eolie e alla Punta di Milazzo. Al suo interno inoltre si possono ammirare i busti di illustri personaggi della storia italiana e di noti artisti palmesi.

Orgoglio della Città di Palmi è sicuramente la Casa della Cultura intitolata a Leonida Rèpaci, illustre scrittore, opera­tore culturale e fondatore del Premio Viareggio, inaugurata nel 1982.
L’ampio giardino che la circonda è impreziosito da alcune sculture bronzee di De Feo e da due colonne di età romana provenienti dall’antico sito di Taurea­na. La struttura interna è dotata di ampie sale e ac­coglie in vari spazi:

– la Biblioteca Comunale “D.Topa” dove è possibile consultare più di centoventimila volumi, specializ­zati soprattutto, nella storia calabrese e del Mezzo­giorno d’Italia,

– il Museo Civico di Etnografia e Folklore “ Raffaele Cor­so”, riconosciuto dall’UNESCO come il più importan­te del Mezzogiorno, conserva al suo interno reperti divisi in varie sezioni dedicate alla pastorizia, alla vita contadina, alle arti marinare, al folklore ed ai costumi popolari;

– l’Antiquarium Comunale “Nicola De Rosa”, sezione archeologica che comprende numerosi cimeli che documentano la vita della città dal VII sec. a.C. al XI sec. d.C. e rinvenuti prevalentemente nell’area dove oggi sorgono Taureana e Scinà di Palmi;

– i Musei “Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce” con numerosi oggetti personali dei due grandi com­positori palmesi a cui sono intitolati.

– la Gipsoteca “Michele Guerrisi” che conserva nume­rose sculture in gesso, bozzetti e acquerelli del gran­de scultore;

– la Pinacoteca “Leonida e Albertina Rèpaci” che pre­senta la collezione privata donata da Leonida Rèpaci e dalla moglie Albertina, che comprende circa 200 opere di grandi artisti italiani, come Guttuso, Modi­gliani, Picasso, Zavattini, Sironi, Levi, Cascella, Guer­cino, Conti, Boccioni, Manet, Fattori, Corot. È consi­derata , oggi, una delle più importanti pinacoteche d’arte moderno-contemporanea presenti nel Sud d’Italia;

La Casa della Cultura, ospita anche un ampio ed ac­cogliente Auditorium dove si svolgono conferenze, convegni e varie attività culturali di rilievo nazionale ed internazionale.

Un altro possibile itinerario da vivere all’interno del territorio palmese è sicuramente quello artistico-re­ligioso, grazie alla presenza di numerose chiese di particolare interesse, come la Concattedrale di San Nicola che condivide con la cattedrale di Oppido Mamertina la titolarità della sede vescovile di Oppi­do-Palmi.
Distrutta più volte dai vari terremoti che hanno col­pito questa zona, è stata riaperta al culto definitiva­mente nel 1932 ed è dedicata alla Madonna della Lettera, protettrice della città ed a San Nicola, patro­no di Palmi.

Prima testimonianza del culto cristiano a Palmi è rappresentata dalla Chiesa del Crocefisso dei Monaci risalente al 1300, situata nel rione “Cittadella”. L’edi­ficio ha subito diverse opere di restauro, nel corso degli ultimi interventi architettonici sono state aper­te delle botole di vetro, dalle quali si può osservare la cripta dove trovavano sepoltura i frati dell’antico convento attiguo alla chiesa.
Sulla collinetta situata in prossimità della Chiesa, è posta la statua in bronzo raffigurante San Francesco d’As­sisi che tende le braccia verso il paese sottostante, in atteggiamento di protezione.

Un antico sito che ha rappresentato per molti anni uno dei luoghi di culto più importanti per il popolo palmese è la Chiesetta di San Fantino, vescovo vissuto nel IV secolo. Al suo interno si trova la sacra cripta paleocristiana dove viene custodito il sepolcro del Santo. Fatta costruire nel 1857 dall’Abate Pietro Militano, fu aperta al culto fino al 1953, oggi è in fase di restauro e oggetto di scavi archeologici.

Di ispirazione barocca è, invece, il Santuario della Ver­gine del Carmine, che custodisce ricchi addobbi e af­freschi di notevole interesse.

Altra ed imponente struttura sacra è la Chiesa del SS Rosario, dedicata al culto della Madonna del Rosario, di San Francesco e di Sant’Antonio da Padova. An­nesso all’edificio si trova il convento dei Frati Minori Conventuali a cui sono affidate le cure pastorali.

A Palmi, come in numerosi paesi calabresi, resisto­no, immutati, piccoli e grandi eventi che si rifanno ad antiche tradizioni le cui origini si perdono nella notte dei secoli.
Processioni si snodano silenziose tra i vicoli e le stra­de accompagnate dalla musica di complessi bandi­stici. Una qualsiasi ricorrenza è occasio­ne di aggregazione e la gioia della festa sconfina nel fragore degli spettacoli pirotecnici, in cortei e balli, sfilate e sagre gastronomiche.
Eventi di forte interesse sia religioso che culturale si susseguono tutto l’anno a Palmi, tra queste ricordia­mo la festa che si celebrata il 16 agosto in onore di San Rocco, rinomata per la caratteristica processione degli “spinati”.

Di grande interesse anche la suggestiva manifesta­zione della Varia preceduta dai riti che celebrano la Madonna della Lettera e il Sacro Capello.
L’ultimo sabato di agosto, l’effige della Madonna della Lettera viene portata in processione insieme al reliquario del Sacro Capello della Madonna posto su un vascello in miniatura, al quale i portatori impri­mono un movimento ondeggiante.
La processione è seguita dal tradizionale Palio, an­tico stendardo di seta con impresso da un lato lo stemma comunale e dall’altro il monogramma della Madonna coronato da dodici stelle.