Miele di Calabria: un primato italiano.

Miele Calabrese

Il miele è un prodotto dalle radici antichissime: ai tempi dei greci era considerato il “cibo degli dei”, Pitagora lo raccomandava come elisir di lunga vita, mentre Omero ne descriveva la raccolta di quello selvatico.
Ai tempi dell’impero romano poi grandi quantità erano importate da Creta Cipro, Spagna e Malta.

Tra i principali produttori di miele troviamo la regione Calabria, che sembra essere l’habitat ideale per la sua varietà di vegetazione e per avere ancora alcune zone incontaminate ideali per gli apicoltori.

Famoso inizialmente per l’uso nella pasticceria ed alla base di molte ricette calabresi, e per gli effetti terapeutici di alcune tipologie, negli anni il miele prodotto in Calabria con le sue diverse varietà è riconosciuto tra quelli con il maggior numero di produzione nel mercato italiano.
Inoltre è stato opportunamente sperimentato in altre varianti, elaborandolo con altre eccellenze di Calabria, rientrando tra i prodotti tipici della regione.

Ben due località calabresi possono fregiarsi del marchio di “Città del Miele“:
– in provincia di Reggio Calabria, San Ferdinando, il cui il territorio è interessato da pregiate coltivazioni di agrumi;
– nella provincia di Catanzaro, Amaroni, circondata da secolari castagni.
In questi luoghi, ma anche in molti altri nella regione, l’esperienza e la passione degli apicoltori hanno saputo trarre dalla variegata ricchezza e qualità ambientale dei territori, il valore d’origine e il segno pregnante della tipicità di un prodotto eccellente.

La produzione dei mieli calabresi è tutelata e valorizzata dal Consorzio Apicoltori di Calabria e dall’Associazione “Amaroni Miele Italiani”.

Le tipologie di miele più comuni in Calabria sono:
Miele di agrumi, così chiamato in quanto un misto di diverse piante di agrumi. Dopo pochi mesi dal raccolto il miele si cristallizza. Il primo odore con forti intensità floreali che ricordano i fiori di zagara, lascerà con il tempo il posto a profumi fruttati simili a quelli delle marmellate di arancia. Tra i mieli più acquistati, secondo solo a quello di acacia nelle scelte dei consumatori.
Miele di castagno, tipico delle aree collinari e montane della Sila della regione Calabria. Si caratterizza per la colorazione scura, il sapore deciso e aromatico. Solitamente preferito da chi non ama i sapori troppo dolci.
Miele di eucalipto, famoso per le sue proprietà terapeutiche in particolare delle malattie legate a raffreddori. Sapore dolce e aromatico, colore ambrato. La Calabria è tra le principali regioni produttrici di questo miele. Nel crotonese se ne produce una variante dalla colorazione più scura e dal sapore più forte.
Miele di sulla, anche in questo caso la regione Calabria vanta il primato di produzione insieme ad Abruzzo, Molise, e Sicilia. Sapore dolce, colore quasi bianco, questo miele tende a cristallizzarsi dopo pochi mesi dal raccolto.
Miele millefiori, la produzione di questo tipo di miele avviene a partire dal nettare di fiori di piante variabili, spontanee, coltivate e/o ornamentali. Le caratteristiche del prodotto sono perciò estremamente variabili a secondo delle diverse zone geografiche e del periodo di produzione in funzione delle specie vegetali in fioritura da cui le api raccolgono il polline.
Sciroppo di propoli e miele, un prodotto che unisce alla delicatezza del miele le capacità terapeutiche della propoli, considerato un antibiotico naturale protettivo dai microrganismi che attaccano le vie respiratorie nei periodi freddi, con azioni lenitive sulle mucose.
Miele di fichi (cotto di fichi), definito miele in maniera impropria, questo prodotto non ha nulla a che fare con le api. In realtà viene prodotto facendo bollire i fichi ed ottenendo una prodotto che si presenta con la stessa densità del miele. Usato in pasticceria, secondo la tradizione calabrese, in particolare per la produzione di mostaccioli, cartellate, mandorlate, torrone, è ottimo anche su gelati, macedonie e panna cotta. Negli ultimi tempi questo prodotto viene sempre più apprezzato come accompagnamento per formaggi, carne e lampascioni fritti. Utilizzato anche a colazione con tuorli d’uovo e zucchero montati, come coadiuvante nel latte.
Una curiosità: tra gli antichi contadini calabresi, con le prime nevicate, vi era l’abitudine di preparare granite (chiamate scirubetta) con neve fresca e cotto di fichi.
Miele piccante, una delle chicche evolutive della cucina calabrese, trattandosi di miele millefiori aromatizzato al peperoncino piccante. L’uso gastronomico lo consiglia abbinato a formaggi di grande spessore, preferibilmente a pasta asciutta, accompagnandovi un vino di notevole struttura che possa reggere il confronto.