Mendicino, Cosenza

Mendicino è un piccolo centro del cosentino, sito una graziosa posizione ai piedi della sua montagna, Cocuzzo, non lontano dal mare e a pochissimi chilometri dal capoluogo.

Molto incerte, anche se antichissime, sono le sue origini.
Sono stati ritrovati diversi reperti archeologici che fanno presupporre che si tratti dell’antica Pandosia Bruzia, capitale degli Enotri, nel cui assedio presso il fiume Caronte del 300 a.C. morì Alessandro il Molosso, re dell’Epiro.

Risalendo da Cosenza verso il paese, si aprono moltissimi ampi spazi verdi: distese di ulivi e di fichi, querce e vigneti, campi seminati a grano limitati da viottoli erbosi che costeggiano la strada.
Arrivati a Candelisi, appare il primo scorcio del paese antico: due chine di case che si affrontano in un formidabile duetto. Il sole nasce sul poggio che si stacca da una gola fiumana e culmina con la torre dell’orologio, posata su un ventoso spiazzo di ulivi.
Sul pendio il rione “Castello” ai apre il viale alberato, che dalla vecchia Piazza del Duomo arriva alla piccola Chiesa di Santa Caterina e la zona è ricca di belle e grandi case tardo ottocentesche: portoni e scale in pietra, larghi balconi, terrazze ed inferriate leggere di tipologie rinascimentali. Il rione si arrampica poi sulla collina con case sempre più piccole e fitte, vicoli a gradoni e rumorose piazzuole, archi e scalette sospese, finestre di gerani. Il cuore di Mendicino: “ u paise”.
In testa, il vecchio “Palazzo Campagna – Del Gaudio”, dimora nobiliare fine Settecento, che si erge dal cortile di ippocastani in delicatissimi toni di bigio e bianco e con un elegante porticato laterale in pietra. Risalendo i tornanti che portano al Santuario in stile gotico di Santa Maria, la veduta opposta è altrettanto bella: ad Ovest il paese che sfuma in collina; di fronte il Duomo.
Tutto intorno al centro di Mendicino, i quartieri sono disposti su fiumi e costoni di roccia, piccoli e panoramici colli, fino a giungere alla montagna selvaggia, meta di cacciatori di cinghiale e di turisti che vogliono godersi lo spettacolo dei paesaggi circostanti.
Tra i punti di interesse principali, ricordiamo:

  • La Chiesa Matrice di San Nicola, sita nell’antica Piazza Duomo. È contraddistinta da una facciata in blocchi di tufo con annessa la torre campanaria. Nella stessa zona si trova la Chiesetta di San Sebastiano.
  • La Chiesa di San Pietro e San Bartolomeo, costruita sui ruderi di un convento domenicano, meta di moltissimi visitatori da dicembre a gennaio per l’artistico presepe, allestito annualmente dagli artigiani locali.
  • La Torre dell’orologio risalente al 1907, si trova nell’antico rione “Castello”, su di un colle da cui si domina la vista di tutto il paese e che si può raggiungere attraverso una caratteristica scalinata di 132 scalini scavati nella roccia.
  • Il Palazzo del Gaudio, oggi Palazzo Campagna, sito nell’antico quartiere Pilacco. Fu costruito nel 1780 ed oggi oggetto di restauro.
  • Il Santuario di Santa Maria dell’Accoglienza, che fu il primo insediamento cristiano sul luogo. Il Santuario è datato intorno al VII-VIII secolo d.C. (Il Santuario di Santa Maria – Don Enzo Gabrieli). Al suo interno è presente una statua in pietra raffigurante la Madonna di Schiavonea, recentemente restaurata con iconografia moderna.

Mendicino, nell’Ottocento, era uno dei centri più importanti della Calabria per la produzione di seta greggia.
Di questa tradizione, i cittadini di Mendicino, custodiscono un patrimonio di macchinari, arnesi, tecniche, documenti e tessuti presso il Museo della Seta.

Per informazioni:
Comune di Mendicino
Mail: info@comune.mendicino.cs.it
Tel. 0984 638911