Lamezia Terme

Lamezia Terme è un comune della provincia di Catanzaro, il terzo comune della regione Calabria per quanto riguarda la popolazione (dopo Reggio Calabria e Catanzaro), e il settimo comune calabrese per superficie di estensione.

Lamezia rappresenta una delle più giovani città italiane.
Fu infatti costituita il 4 gennaio 1968, unendo i comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia, che oggi costituiscono i quartieri della nuova città.
La città prende il nome dal fiume Amato che attraversa la città nella parte periferica, un tempo chiamato Lametos. Questo nome, originariamente, si riferiva soltanto all’ex comune di Sant’Eufemia Lamezia.
Con l’unione amministrativa del 1968, si è scelto il nome di Lamezia per l’intera città, a cui è stato aggiunto Terme, per via delle terme di Caronte che si trovano nell’omonima frazione nei pressi dell’ex comune di Sambiase.
Con un decreto del Presidente della Repubblica, emanato nel 1972, il comune di Lamezia Terme ha acquisito il diritto di fregiarsi del titolo di Città.

Il territorio di Lamezia Terme comprende 8 dei 40 km della Costa dei Feaci sul Golfo di Sant’Eufemia, una parte della piana lametina e delle zone collinari e montuose che si estendono fino al Monte Mancuso.

La recente storia del comune di Lamezia Terme, comprende la storia dei tre comuni che le hanno dato vita, esistenti già ai tempi della Magna Grecia.
Nicastro nacque in epoca bizantina, tra il IX e il X secolo, con la costruzione dell’avamposto militare di Neo Castrum.
In epoca normanna fu costruito il Castello, in cui soggiornò Federico II durante l’epoca sveva.

Sambiase nacque invece intorno al IX secolo, attorno al monastero di San Biagio. Nel corso degli anni furono costruite moltissime chiese all’interno del piccolo comune: se ne contavano 13, ma soltanto 5 restano in piedi al giorno d’oggi.
Sambiase è sempre stata una meta turistica molto nota grazie alle terme di origine magno-greche.

Sant’Eufemia Lamezia ha una storia antichissima, documentata sin dai tempi dei Normanni e fu addirittura epicentro del terremoto del 1638.

Di grande interesse turistico, alcune architetture presenti nel territorio:

  • Il Bastione di Malta: torre costruita intorno al 1550, per fronteggiare le incursioni saracene, che compare anche in forma stilizzata nello stemma della città. Tra i beni architettonici presenti sul territorio lametino, il Bastione di Malta è quello meglio conservato.
  • I ruderi del Castello Normanno-Svevo, fatto costruire intorno alla metà dell’XI secolo dai Normanni a difesa della piana di Sant’Eufemia e successivamente fatto ampliare da Federico II con la costruzione di caserme, in seguito adibite a carceri.
    Il Castello fu fortemente danneggiato dal terremoto del 1638.
  • I ruderi della Porta di Sant’Antonio, che rappresentava la porta d’ingresso al comune di Nicastro. Di questa porta rimangono visibili oggi solo due grandi pilastri.
  • La Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, fondata dalla Contessa Eremburga nel 1100, in stile normanno, danneggiata più volte durante i diversi terremoti e distrutta completamente nel 1638. Fu poi ricostruita ancora più grande e in stile barocco e completata nel 1642.
  • La Chiesa Matrice, dedicata a San Pancrazio, distrutta anch’essa nel terremoto del 1638 e riedificata poco dopo. Contiene diversi affreschi e opere del celebre artista calabrese Mattia Preti.
  • La Chiesa di San Francesco di Paola, sostituita alla Chiesa della Madonna dei Malati nel quattrocento. Anche questa chiesa fu distrutta nel terremoto del 1638 e ricostruita pochi anni dopo grazie alle offerte dei fedeli.
  • La Chiesa della Veterana, o Chiesa della Madonna delle Grazie, del 1601, costruita dopo che la Madonna apparve in sogno alla figlia di Federico II chiedendo che venisse costruita una chiesa sul colle. È la chiesa più antica di Nicastro.

Tra i siti archeologici, degni di nota sono:

  • Le Grotte del Monte Sant’Elia, in cui sono stati effettuati dei ritrovamenti risalenti al neolitico.
  • I Ruderi della città greca di Terina, fondata nel VI secolo a.C. dai Crotoniati che volevano estendere il loro dominio sul Mar Tirreno e distrutta da Annibale nel 203 a.C.
  • I Ruderi dell’abbazia benedettina di Santa Maria, fondata a Sant’Eufemia del XI secolo, comprendenti i ruderi della chiesa e del chiostro.
  • I Ruderi delle Mura Secolari, risalenti alla cultura architettonica della Grecia Antica.
  • I Ruderi del Monastero di San Costantino, in località San Sidero. Il Monastero brasiliano, con annessa cappella dedicata alla Beata Vergine del Carmine è di proprietà del barone Nicotera.

Le Terme di Caronte sono delle sorgenti di acque minerali sulfuree e di fanghi che si trovano nei pressi del quartiere Sambiase.
Già note dall’antichità, secondo alcuni archeologi sono da identificarsi con le “aquae angae” degli itinerari romani del II secolo d.C.
Tali acque sulfuree, sono state oggetto di studio fin dall’antichità e sono note da tempo per i loro effetti salutari, come dimostra il ritrovamento di alcune monete coniate nella città di Terina, risalenti al III secolo a.C., raffiguranti una sirena intenta ad attingere acqua da una fonte.
L’interesse per queste terme si evidenziò maggiormente tra il XVII e il XVIII secolo. Attualmente quest’area termale dispone di un moderno ed attrezzato stabilimento che consente di effettuare bagni, fanghi, inalazioni e cure estetiche grazie agli effetti benefici e terapeutici delle sue acque termominerali (sulfuree-solfate-alcaline-terrose-iodiche-arsenicali) ricche di zolfo, calcio e potassi,  che sgorgano dalla sorgente Caronte ad una temperatura di circa 39 °C.

La città rappresenta un importante centro infrastrutturale per la Calabria: la sua posizione centrale e il suo territorio pianeggiante sono molto importanti.
È sede del principale aeroporto della Calabria e uno dei primi del Sud Italia per traffico passeggeri e la sua stazione ferroviaria è tra le più importanti della Ferrovia Tirrenica Meridionale.

Per informazioni:
Comune di Lamezia Terme
http://www.comune.lamezia-terme.cz.it
Centralino Tel. 0968 2071

Terme di Caronte
http://www.termecaronte.it
Tel. 0968 437180