Il Vancale di Tiriolo

Il Vancale di Tiriolo

Tiriolo è un piccolissimo paesino della provincia di Catanzaro.

Si dice che fu fondato dai greci circa 600 anni prima della guerra contro Troia, intorno al 1850 a.C., e che il suo nome deriva dai 3 monti che lo circondano. È possibile che venne fondato in questo punto per la sua grande posizione strategica. La popolazione originaria era composta da greci, fino a quando, intorno al 500 a.C., venne conquistato dai Brettii o Bruzi.

Dalla sua particolare posizione geografica è possibile godere della vista contemporanea del mare Jonio e del mar Tirreno.

Ricca di una storia antica ancora percettibile negli usi e costumi, Tiriolo vanta di un tesoro archeologico di grande interesse non ancora del tutto scoperto.

La donna con il tipico costume di Tiriolo, è nota come “Pacchiana”. È sempre stata evidenziata l’estrema cura del dettaglio e la straordinaria ricchezza dei particolari, che oltre al semplice fattore estetico d’impatto, testimonia una ricca attività socio-culturale che ha contraddistinto il paese, nonostante si trattasse di una paese ad economia prevalentemente contadina.
Il costume da Pacchiana è composto da circa 9 pezzi. Indossandolo, la donna sembra compiere un particolare rito che va oltre il semplice compito di coprirsi. Sembra quasi che indossandolo si assume un’identità diversa e relazionata al costume, e in qualche modo è così.

Il Vancale di Tiriolo:

Il Vancale è lo scialle tipico di Tiriolo fatto di lana pettinata per l’inverno e più leggero di seta per l’estate.
Viene tessuto al telaio predisponendo l’ordito per creare la caratteristica trama a quadretti (in dialetto “u quatrettu“), viene inoltre decorato con una particolare greca detta “a zanna“.
Il colore tipico di fondo del vancale è il nero attraversato da sottili strisce colorate rosse, azzurre, dorate. Anticamente, ad ogni festa corrispondeva un vancale dal colore differente.

Il Vancale in seta, usato per completare il vestito da festa, ha alle estremità due ricchissime frange lavorate a tombolo a mano libera, detta u campanaru”. Il Vancale andava a completare il tipico vestito da Pacchiana.

Il “Vancale” prende il nome da “vanca”, la panca dove veniva riposto il corredo, cioè qualcosa di molto prezioso ed indispensabile, soprattutto un tempo in cui il corredo era l’unica “dote” della donna.

Agli inizi del ‘900, quest’arte contava centinaia di operatrici, mentre oggi se ne osserva il lento ed inesorabile declino, accentuato dall’indifferenza e dalla disattenzione delle nuove generazioni, poichè tale attività viene considerata superata e sinonimo di arretratezza.

Ma a Tiriolo si è saputo conservare viva la creatività artigianale. Alcune piccole botteghe artigiane continuano l’attività di tessitura con il telaio a mano che ancora oggi, come nel passato viene utilizzato per confezionare “vancali, pezzare, tele da corredo etc.“.

Dal modello tradizionale si sono evoluti diversi stili di tramatura, rendendo il Vancale un capo d’abbigliamento ancora attuale.
È ricercatissimo il modello in seta, con la possibilità di scegliere svariati colori sia per il fondo che per le strisce, per completare vestiti da cerimonia; o il modello in lana come sciarpa da indossare in inverno su cappotti e pellicce.

Per maggiori informazioni sulle tradizioni di Tiriolo:
http://www.tiriolo.com