Festa di San Biagio

San Biagio Plaesano

Ogni anno, da diverso tempo, a Sambiase, ex comune ed oggi quartiere i Lamezia Terme, nei giorni 1, 2 e 3 febbraio si tiene la Fiera di San Biagio.
Nota come fiera di “Santu Vrasu”, viene allestita ogni anno in località Cafaldo e dintorni.

Sambiase nacque intorno al monastero di San Biagio all’incirca nel X secolo, e dal nome del Santo deriva quello della città.
La fiera ebbe origine in epoca basiliana, intorno alla metà del XVI secolo, quando fra Elia Iannazzo del convento dei Carmelitani, iniziò ad organizzare dei movimenti di compravendita di alcuni prodotti in voga in quel periodo, soprattutto legati al mondo dell’agricoltura e dell’artigianato locale.
Con il passare degli anni, la fiera è riuscita a costituire un ritaglio anche nella vendita e nell’acquisto di animali.

Oggi viene considerata una fiera-mercato, che attira migliaia di visitatori.
Molti arrivano per devozione a San Biagio, la cui statua è esposta nella Chiesa del Carmine per la venerazione dei fedeli durante tutta la durata della fiera.

In particolare, il 2 febbraio, “a Candilora“, è un rito consolidato quello della benedizione delle candele durante la liturgia serale officiata dal parroco.
Secondo la tradizione, questi ceri benedetti, chiamati “a candila da tempesta” (la candela della tempesta) vengono poi conservati in casa dai fedeli e accesi durante violenti temporali, quando si aspetta una persona che non torna o si ritiene in grave pericolo, mentre si assiste un moribondo, e in qualunque momento si senta il bisogno d’invocare l’aiuto divino.

Il 3 febbraio, ultimo giorno della fiera, si ricorda San Biagio, venerato nella chiesa del Carmine e considerato il protettore della gola: dalla sua biografia si apprende che “durante una sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea” e proprio per questo, in occasione della sua festa, è diffuso il rito della “benedizione della gola“.

San Biagio è celebrato il 3 febbraio anche in altre località calabresi, tra cui nella frazione di Plaesano (Reggio Calabria), che vede un notevole afflusso di fedeli nel giorno della festa.
La tradizione vuole che chi si reca a venerare il Santo il giorno della sua festa, debba compiere pregando tre giri della Chiesa: San Biagio lo preserverà così dai problemi gastrointerinali.
Nella Chiesa a lui dedicata sono custoditi un ostensorio d’argento di pregiata fattura e cinque campane, ritrovati dopo il terremoto del 1783 fra le macerie della vecchia Chiesa.

A Serra San Bruno (Catanzaro), il 3 febbraio di ogni anno si ripete un antico rito rivolto alle coppie di promessi sposi del paese, che partecipano ad una sorta di gioco. Il futuro marito compra una focaccia in panetteria e, dopo averla fatta benedire in chiesa, la porta alla sua promessa.
La reazione della ragazza è fondamentale per la sorte del futuro sposalizio: questa può accettare o meno il presente, oppure rompere in due la focaccia, tenerne un pezzo per sé e donarne uno al futuro sposo. Quest’ultimo caso è il più auspicato e preannuncia un matrimonio pieno di felicità per tutta la vita.