Cosenza

Nel 1897, George Gissing, scrittore inglese, scriveva in “Sulla riva dello Jonio”:
Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca: a ogni passo, dall’inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c’è da stupirsi e da ammirare.”

Cosenza è la provincia calabrese più estesa e popolosa, nota anche come “Città dei Bruzi”, è anche la città tra le più antiche della regione.

Le sue origini risalgono al IV secolo a.C., nel periodo in cui tutta la valle del Crati era occupata dal popolo dei Bruzi e da essi ritenuta strategica.
Cosenza fu nominata capitale dei Bruzi con il nome di Cosentia e conobbe un rapido sviluppo, arrivando a controllare quasi tutte le città calabresi della Magna Grecia.
Durante il medioevo la città fu occupata prima dai longobardi, poi dai bizantini, in seguito dai normanni e dagli svevi.
Nel periodo Aragonese la città divenne capitale della Calabria Citra Naethum, poi capoluogo della Calabria Citeriore che comprendeva all’incirca l’attuale provincia cosentina.
Nei primi del Novecento inizia lo sviluppo della città, grazie alla collaborazione di alcuni esponenti liberali con il partito fascista. Le attività di sistemazione dei quartieri esistenti e di creazione di nuovi quartieri furono consistenti.
Durante la guerra, Cosenza fu bombardata in modo consistente ritrovandosi in condizioni disastrose nel 1943.
Con il boom economico, iniziò una veloce ripresa finanziaria, grazie anche ad una consistente espansione edilizia.

Il centro storico di Cosenza incarna nelle sue forme architettoniche l’apice dell’espansione e della cultura dei Bruzi, con un’elevata concentrazione di edifici monumentali, numerosi palazzi padronali e di pregio, un disegno urbano caratterizzato da un labirinto di strette strade che si snodano attorno agli antichi edifici, chiese, conventi, case fortezze e piazze.

Lo spazio urbano è inserito tra i fiumi Crati e Busento, tra lo scenario delle colline cosentine.

Numerosi sono i palazzi storici presenti a Cosenza, tra cui: il Teatro di tradizione Alfonso Rendano del XIX secolo, il Teatro Morelli, la Prefettura o Palazzo del Governo del XVII secolo, Palazzo Arnone del XVI secolo, Palazzo Compagna del 1700, il Vecchio Palazzo di città (oggi Casa delle Culture) del XVII secolo, Palazzo Orsomarsi del XVIII secolo, Palazzo Bombini del XVII secolo, Palazzo Giannuzzi-Savelli del XV secolo, Palazzo Archi di Vaccaro del XV secolo, Palazzo Persiani risalente al 1500, Palazzo Cicala del 1400, Palazzo di Città, ex sede del Decurionato Cittadino e sede municipale fino al 1969, risalente al 1600. Molte anche le ville storiche.

All’origine, Cosenza era concentrata sul colle Pancrazio ed il suo territorio era caratterizzato dell’assenza di mura difensive e opere di fortificazioni: la sicurezza e la protezione della città era garantita dai borghi della alta valle del Crati (successivamente verranno chiamati Casali cosentini) disposti a forma di corona sui rilievi della pre-Sila in maniera tale da costituire una fortezza naturale. Sui 380 metri del colle Pancrazio, in fondo all’omonima via, sono presenti oggi i ruderi del Castello Normanno-Svevo che dominano il capoluogo bruzio. Il Castello venne innalzato dai saraceni, sulle rovine della Rocca Bretica, dopo il 1000 d.C.

Cosenza è anche ricca di testimonianze religiose, prima tra tutte il Duomo, realizzato nel XII secolo per opera dell’arcivescovo Campano.
La chiesa più antica risale al X secolo ed è la chiesa di San Giovanni Battista. La Chiesa, il convento ed il chiostro di San Francesco, fanno parte di un complesso monastico, fondato nel 1217 e ristrutturato diverse volte nel corso dei secoli. Al suo interno sono conservate numerose opere appartenenti ad epoche diverse.
Tra le costruzioni del XV secolo, vi sono la Chiesa e Complesso Monumentale di Sant’Agostino e la Chiesa, convento e chiostro di S. Francesco di Paola, costruito nel 1444 da San Francesco di Paola come sua dimora abituale.
Del secolo successivo sono: la Chiesa e Convento del Santissimo Crocifisso (o della Riforma), la Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa e convento delle Cappuccinelle, il Convento di Santa Maria delle Vergini e la Chiesa del Santissimo Salvatore.

L’area situata alle spalle del Duomo, rappresenta la più grande area archeologica cittadina per estensione e complessità stratigrafica ed è rappresentata dai ruderi archeologici di Piazzetta Antonio Toscano, venuti alla luce dopo i bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

Molti anche i monumenti e le fontane da vedere a Cosenza.

Per informazioni:
Comune di Cosenza – Ufficio cultura – turismo – spettacolo
Via San Tommaso, 27
Tel. 0984 813806
Mail: settore.cultura@comune.cosenza.it