Chiesetta di Piedigrotta, Pizzo Calabro

Vicina al centro storico di Pizzo, a pochi passi dalla spiaggia che i pizzitani chiamano la “Madonneja”, si trova la splendida Chiesetta di Piedigrotta.

Si tratta di una piccola grotta che offre al visitatore uno spettacolo unico nel suo genere. Arte, religione, antropologia e cultura, mito e leggenda: un mix che ha permesso alla Chiesetta di Piedigrotta di essere tra le opere più visitate in Calabria, rinnovando il fascino della cultura popolare.

È comunemente indicato che la Chiesetta di Piedigrotta sia scavata nel tufo, ma qualcuno che sostiene che dal punto di vista geologico questa indicazione sia errata, trattandosi rocce sedimentarie di origine marina classificabili nell’ambito di arenarie e ruditi. È anche presente una sorgente d’acqua purissima all’interno.

L’atmosfera surreale che si respira all’interno di questo luogo magico è incredibile: non ci sono rumori, non si sentono suoni, si respira il profumo degli scogli e il silenzio viene interrotto soltanto dal fruscio delle onde lungo la spiaggetta sottostante.

Secondo la leggenda, durante il viaggio di ritorno lungo le co­ste napitine, un veliero con equipaggio proveniente da Torre del Greco, fu sorpreso e travolto da una violenta tempesta.
Il comandante teneva nella propria cabina il quadro della Madonna di Piedigrotta e insieme con i suoi uomini decise di fare un voto alla Vergine: in caso di salvezza, i superstiti avrebbero eretto una cappella al quadro miracoloso nel luogo dove avrebbero toccato terra.
Il veliero andò distrutto con­tro la scogliera di Pizzo e il carico fu perso, ma tutto l’equipaggio col suo comandante toccarono riva sani e salvi, insieme al quadro della Madonna completamente intatto ed alla campana di bordo datata 1632.
I marinai, tenendo fede alla promessa fatta, scavarono nella roccia una buca e vi depositarono la sacra immagine ripromettendosi di ritornare ed erigere una cappella votiva. Ma i pescatori locali, temendo che il posto fosse troppo esposto alle onde, prelevarono il quadro e lo depositarono in una grotta poco distante e meno esposta alle intemperie, edificando anche un piccolo altare.
Un mattino, però, dopo una violenta burrasca notturna, il quadro non venne ritrovato al suo posto: il mare aveva invaso la grotta e si era portato via l’immagine sacra, che fu rinvenuta dopo pochi giorni nello stesso luogo dove fu depositata dai marinai la prima volta.
I pescatori decisero quindi di scavare in quel punto una grotta con un piccolo altare ove fu posto il quadro della Madonna e successivamente fu eretta anche una piccola torre, dove fu posta la campana. Per circa duecento anni la Chiesetta di Piedigrotta fu questa.

Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, Angelo Barone affascinato dai racconti che i pescatori del piccolo borgo di Piedigrotta facevano sull’accaduto, sentì che doveva fare qualcosa per onorare degnamente quell’avvenimento eccezionale: doveva costruire una chiesa perché vi si venerasse quel quadro. Abbandonò la sua cartoleria in paese e si trasferì sulla collinetta a strapiombo sul mare per scavare nel tufo.
Fu un lavoro duro che Angelo Barone condusse da solo con piccone e vanga, riuscendo anno dopo anno a ricavare una grotta abbastanza ampia al centro e creandone altre due ai due lati, avendo cura di lasciare dei grossi blocchi di tufo, su cui egli scolpì fino al 1915 una miriade di statue di semplice, ma toccante bellezza. Dopo la morte di Angelo, il frutto di tanta fede e di tanto lavoro non andò perduto perché il figlio Alfonso, smettendo di fare il pittore ed il fotografo si dedicò alla Chiesetta di Piedigrotta voluta dal padre.

Una navata centrale e tre aperture per ogni lato che danno vita ad altre “stanze-cappelle”, si articolano lungo tutta la grotta. Dall’entrata principale si notano immediatamente il quadro miracoloso della Madonna col Bambino, posto su una stele in vetro, e la Mensa. Ad incorniciare il tutto, due gruppi di tre angeli posti ai lati dell’altare maggiore. Sopra questi, degli affreschi, tutti opera di Alfonso Barone, dei quali uno più grande posto al centro che rappresenta l’Assunzione della Vergine Maria. Vicino all’entrata due acquasantiere, sorrette e contornate da angeli con ai piedi dei leoni collocati davanti alla porta del tempio per scacciare gli impuri, ricordano al pellegrino l’entità sacra del luogo e armoniosamente lo accolgono nella piccola chiesa. A partire da sinistra, fa bella scena di sé il Sacerdote che celebra Messa, uno dei pochi gruppi statuari rimasto integro ai giorni nostri.
Una colonna-pilastro, nascosta da San Francesco di Paola intento ad attraversare lo Stretto di Messina, divide la scena del Sacerdote con un piccolo corridoio, che accompagna il visitatore a scrutare l’estasi di Santa Rita di fronte all’Angelo della Morte e più in là, parte del presepe con i Re Magi.

Ritornando alla navata centrale si nota a destra del piccolo corridoio un mezzo busto del Cuore di Gesù adornato da fiori di terracotta sparsi intorno ad esso come cornice. Subito dopo la statua intera di Gesù, si notano le vasche battesimali, che ricordano l’immersione del Nazzareno nel Giordano, e sopra di queste appare il gruppo della Natività, illuminata in alto da Dio e dallo Spirito Santo.
Sopra la navata centrale, vicino l’entrata si intravedono 4 affreschi, ormai degradati dal tempo e dalla salsedine. Nel primo a sinistra si vede la Battaglia di Lepanto, segue lo Sposalizio della Madonna, mentre al secondo di destra si nota l’immagine della Vergine Maria vestita di bianco sopra una cittadina. Al centro si nota la mancanza di un quadro che qualcuno col tempo ha ritagliato e portato via. Nell’affresco centra-le della navata, invece, c’è dipinta la notte del mitico naufragio che diede vita alla storia di questa Piedigrotta. A destra dell’entrata, il visitatore scorge un bassorilievo ormai molto degradato che rappresentava Gesù nell’orto degli ulivi. Più in su quello che resta di un trono e delle gambe di un pontefice.
Sant’Antonio di Padova con un gruppo di orfanelli divide la prima scena con un passaggio, dal quale si intravedono San Giorgio (patrono di Pizzo), mentre trafigge il drago, e Bernadette inginocchiata innanzi alla Madonna di Lourdes.

Nei primi anni ’60, in seguito ad atti di vandalismo, la grotta è stata restaurata e la scena è stata riscritta di nuovi significati, aggiunti a quelli preesistenti e non degradati del tutto.

In totale sono presenti circa un centinaio di statue, molto suggestive poiché i loro volti, ormai vecchi e privi di colori, sembrano assumere un colorito ed un’espressione particolare con riflesso della luce dorata del sole di Calabria, che penetra nelle fessure delle rocce rendendo queste scene più suggestive ed emozionanti.
La visita migliore è quella fatta nelle ore pomeridiane prima del tramonto in pieno Agosto. La Chiesa è esposta a ponente e solo nelle ore pomeridiane i raggi del sole penetrano nelle profondità delle grotte facendo esplodere i colori dei sali minerali che ricoprono le pareti tufacee e di una particolarissima vegetazione che cresce nelle zone più umide delle grotte.
In base alle diverse ore del giorno il mix di chiaroscuri, di luci e colori cambia radicalmente accentuando ancora di più la particolarità del luogo ed invogliando il pellegrino a pregare, ad aprirsi verso Dio, a trovare conforto per la propria anima. Si respira all’interno un’aria di pace, di serenità. Ciò è accentuato dall’espressioni dei volti delle statue e dalle scene di vita che esse rappresentano. La pace è il tema principale e sovrano del luogo in questione.

Dal 23 giugno al 2 luglio di ogni anno, giorno della ricorrenza della Madonna delle Grazie, la chiesetta di Piedigrotta torna ad essere protagonista di un rito religioso che rientra ormai nelle tradizioni pizzitane, trovando ogni volta nuovi fedeli tra gli abitanti dei centri vicini.

 

Per informazioni:
Chiesetta di Piedigrotta
Via Riviera Prangi Pizzo (VV)
Sito: www.chiesettadipiedigrotta.it
Mail : info@chiesettadipiedigrotta.it
Tel: 347 3472615

Orario d’apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.oo alle 19.30
Ingresso: Intero 3,00 € – Ridotto 2,10 €
Ingresso gratuito per: Bambini sotto i 6 anni; Anziani oltre i 65 anni di età; Invalidi; Residenti.