Cannitello: uno dei più caratteristici borghi di mare della Calabria.

Cannitello (U Cannateddu in dialetto reggino) è una frazione di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria.

Cannitello si affaccia sullo Stretto di Messina e costituisce uno dei più caratteristici borghi di mare della Calabria.
La località si sviluppa interamente lungo la costa calabra dello Stretto ed è uno dei pochi centri abitati con le abitazioni che si affacciano direttamente sulla spiaggia, dalla quale si gode di una vista unica che spazia, nelle giornate di tempo sereno, da Capo Vaticano alle Isole Eolie.

Il nome Cannitello deriva dal latino “Cannæ tellum“, ossia “terra della canna”. Il territorio, infatti, abbonda di questo tipo di vegetazione che, sino al terremoto del 1908, costituiva il materiale con cui si erigeva la struttura delle case più umili.

Fin dall’antichità era un punto strategico fondamentale per i collegamenti con la Sicilia e l’area fu abitata già in epoca preistorica come dimostrano i numerosi reperti archeologici.

Cannitello era chiamata “Fretum Siculum” dai romani. In questa zona sorgeva con tutta probabilità l’antico sito di Colonna Reggina, luogo del traghettamento per la Sicilia.
Nel 36 a.C., nelle acque dello Stretto fra Cannitello e la Sicilia, ebbe luogo la decisiva battaglia navale fra Ottaviano e Sesto Pompeo, che garantì al futuro imperatore Augusto il dominio sul mare.

Risale a questo periodo l’esistenza nell’area di Porticello di un tempio dedicato al dio Nettuno, detto Poseidonio.

Le alture fra Piale e Cannitello furono il teatro dello scontro tra le truppe di Garibaldi e quelle borboniche dei generali Melendez e Briganti nell’agosto del 1860.

Dopo essere stata danneggiata da diversi terremoti a cavallo fra i due secoli, fu interamente distrutta dal terribile terremoto del 28 dicembre 1908, in cui morì il 45% della popolazione del paese. La definitiva ricostruzione del centro abitato fu ultimata soltanto negli anni cinquanta.

Cannitello fu comune autonomo sino al 1927, anno in cui venne annesso insieme ad altri 14 altri comuni, al capoluogo Reggio Calabria. Nel 1933 venne restituita l’autonomia amministrativa a Villa San Giovanni, di cui Cannitello divenne frazione, non essendo più sede di municipio.

I rioni di Cannitello:

  • Altafiumara: è un’altura degradante verso la vallata. In questo rione ha sede un lussuosissimo complesso alberghiero fra i più panoramici al mondo. Fino al XIX secolo la struttura era una fortezza, costruita nel 1810 da Gioacchino Murat durante i suoi mesi di permanenza sul territorio villese, il quale vi installò una batteria di cannoni, di cui rimane un solo esemplare.
  • Cannone: si trova tra la Chiesa di Maria Santissima di Porto Salvo e il Santuario di Maria Santissima delle Grazie di Pezzo. Nel 1902, nel tratto di mare tra la Chiesa di Cannitello e Pezzo vennero ritrovati un cannone e dei resti di una nave nel mare prospiciente: furono rinvenuti diversi cannoni in bronzo e in ferro ossidati che recavano data del 1632 o 1638, appartenenti a navi francesi, spagnole e olandesi. Si pensò, perciò, che nel corso dei una battaglia navale combattuta tra la flotta francese e quella spagnola nelle acque dello Stretto nel XVII secolo fosse affondata una grossa nave da guerra, ma nessuno si sarebbe curato poi di recuperare l’armamento ed il carico. Nel mare dello Stretto, nei pressi di Cannitello, sono stati recuperati altri cannoni appartenenti a navi da guerra o commerciali del XVII e XVIII secolo.
  • Case Alte: è un abitato esistente sin dall’epoca delle invasioni turche, situato su una collina ricca di vegetazione e di vigneti.
  • Commenda è la località dove sorge l’attuale cimitero, prossima a Case Alte. Si ritiene che le massicce muraglie su cui era edificata l’antica Chiesa della Commenda fossero state prese dai resti dell’antico Tempio di Nettuno chiamato Poseidonio. Qui ebbe sede fra il XVI ed il XVII secolo l’Ordine dei Gerosolimitani, da cui la Chiesa della Commenda e il nome della contrada
  • Divale: è una località a ridosso della fortezza di Altafiumara, nella zona dominata dalla Torre Cavallo, ricca di vegetazione e di viti che producono ottima uva corniola e zibibbo. Vicino sorge la contrada Petrello, che fa parte del terreno su cui è stata edificata Torre Cavallo.
  • Ferrito: è un piccolo centro adiacente a Cannitello, sede di una parrocchia dedicata alla Madonna del Rosario. Il luogo è stato chiamato così perché, ai tempi della regina Giovanna vi si estraeva ferro per fabbricare armi.
  • Latticogna si trova nella zona collinosa a nord di Cannitello. Da questa contrada prende il nome il primo ponte dell’Autostrada.
  • Il nome di contrada Pirgo deriva probabilmente dal greco πύργος (pyrgos), che significa torre: infatti, in virtù della sua posizione privilegiata, posta sulle colline sopra Cannitello e Altafiumara, fu ripetutamente utilizzata nei secoli come luogo di avvistamento nello Stretto. Qui sorgeva una torre di vedetta simile a quella di Torre Cavallo, alta circa 10 m, larga 6 m, che durante una forte tempesta alla fine del XIX secolo cadde a valle e fu quasi interamente distrutta. Oggi nell’area sono visibili numerose piccole vecchie torrette in ferro, risalenti agli ultimi decenni del secolo scorso, ora abbandonate.
  • Porticello: è un borgo di mare attiguo all’abitato di Cannitello, luogo di villeggiatura estiva di molti reggini e villesi. Qui fu trovato il famoso relitto greco con la Testa del Filosofo. Inoltre nelle vicinanze di Porticello dovrebbe essersi trovato il Poseidonio.
  • San Gregorio: segna il confine con il comune di Scilla.
  • Santa Trada è una località collinare posta sopra il centro abitato di Cannitello. Sul colle di Santa Trada si erge uno dei due Piloni dello Stretto, costruiti nel dicembre 1955 per il trasporto di elettricità in Sicilia tramite grossi cavi, poi rimossi nel settembre 1994. Il pilone rimane tutt’oggi come testimonianza tecno-archeologica.
  • Valle di Canne: è una località posta nella parte alta e collinosa di Cannitello, che si sviluppa principalmente lungo una strada chiamata appunto via Valle di Canne, che dalla chiesa di Ferrito arriva al cimitero. È prevalentemente composta da terreni agricoli e terrazzamenti, con poche abitazioni. La denominazione del luogo ricorda la i canneti presenti.
  • La vallata Zagarella è posta fra Ferrito e Santa Trada. In essa scorre e si getta a mare il torrente omonimo.

Luoghi ed elementi d’interesse di Cannitello sono:

  • Torre Cavallo: sulle scogliere a strapiombo sul mare dopo Porticello, sotto il Forte di Altafiumara, si erge una torre costiera e antica torre d’avvistamento cinquecentesca. Costruita a spese dell’Università di Scilla intorno al 1559, che pagò un dazio sulla seta alla città di Reggio per poterla edificare.
  • Chiesa di Maria Santissima di Porto Salvo: già dalla fine del XVI secolo esisteva a Cannitello una chiesa detta di Santa Maria di Rocca Verdara, con un adiacente ospizio, appartenente all’Ordine Gerosolimitano di Malta.
    Nel 1690 i padri Gesuiti fondarono a Cannitello una villeggiatura per i convittori del proprio Collegio di Reggio ed edificarono una chiesetta dedicata a San Francesco Saverio, rimanendo a Cannitello sino al 1767, anno dello scioglimento dell’ordine.
    I cannitellesi, incoraggiati ed aiutati dai Cavalieri di Malta e dai Gesuiti, nel 1751 chiesero all’Arcivescovo la costituzione in parrocchia della chiesa di Cannitello. Il 30 ottobre 1761 fu consacrata la nuova Chie­sa dedicata a Maria Santissima di Porto Salvo. Il terremoto del 1783 distrusse la Chiesa che fu ricostruita nel 1853. Grazie alla sua ricchezza architettonica e decorativa, la chiesa richiamava molti fedeli e visitatori dai centri vicini. Il terremoto del 16 novembre 1894 causò lesioni ad una delle torri campanarie e in quello successivo dell’8 settembre 1905 la chiesa di Cannitello fu danneggiata seriamente. Col forte terremoto del 1908, che distrusse interamente l’abitato, rimasero demoliti parte del campanile e l’intero colonnato lato mare. La chiesa dovette essere abbattuta. Dal 2008 al 2010 l’edificio sacro è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, a causa della fragilità della moderna struttura portante, che hanno comportato notevoli mutamenti negli interni del tempio.
  • Le filande di Cannitello: dagli inizi dell’Ottocento sino agli anni cinquanta del secolo scorso a Villa ed a Cannitello vi fu una notevole attività filandiera. Prima del terremoto del 1908 erano attive tredici filande a Villa e quattro a Cannitello: la Filanda “Cogliandro”, la Filanda “Fratelli Messina fu Silvestro”, la Filanda “Lamonica” e la Filanda “Rocco Messina & figli”. Oggi molti degli edifici (di proprietà privata) versano in stato di abbandono, mentre altri sono stati radicalmente trasformati, per quanto la struttura sia ancora ben riconoscibile e sottolineata dalla presenza della ciminiera in mattoni.

Nel 1763 si verificò una grave carestia, dovuta alla siccità che rese aride gran parte delle campagne in tutta l’Italia meridionale. A causa di questa, sorsero molte leggende e racconti di miracoli. Si dice che la popolazione di Fiumara di Muro (allora sede della Signoria) scese sino a Cannitello e che si impossessò di alcune barche, avventurandosi in mare con la speranza di trovare qualche nave di passaggio con carichi di grano destinati ad altre località. Si volsero verso un veliero si dirigeva verso Napoli e il capitano ordinò di sparare a salve per impaurire gli improvvisati marinai, ma i fiumaresi non si scoraggiarono, entrarono nella chiesa, presero la statua della Madonna di Porto Salvo e la portarono in processione in mare, issata su di un’imbarcazione, accompagnandola con litanie. Il capitano decise quindi di scendere a riva e di lasciare parte del carico alla popolazione.
Il fatto fu tramandato di generazione in generazione e da allora, ogni estate, il terzo sabato di agosto, la sera prima della festa della Madonna, la statua viene issata su di una grossa barca adibita alla pesca del pesce Spada, festosamente adornata ed illuminata per l’occasione, e portata in processione lungo la costa, dove al passaggio della Madonna vengono accesi i tradizionali falò.

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